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Sri Lanka, dal Dente Sacro alla Roccia del Leone

Un viaggio fra storia e leggenda

 
 
Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka, isola del sud-est asiatico conosciuta fino al 1972 come Ceylon, negli ultimi tre decenni è stata afflitta da una violenta guerra civile combattuta tra l’esercito e le Tigri Tamil, organizzazione di etnia tamil considerata terroristica da 32 paesi del mondo, che rivendicava la creazione di uno stato autonomo nel nord e nell’est del territorio.

Il conflitto si concluse nel 2009, dando inizio a un lento processo di riconciliazione ancora oggi in corso, ma chiunque abbia avuto fortuna di visitare il paese, non potrà che essere rimasto affascinato dalle tante bellezze naturali, storiche e architettoniche che lo Sri Lanka riesce a sfoggiare in poco più di 600mila chilometri quadrati di superficie, inoltre contando ben otto siti considerati dall’UNESCO patrimonio mondiale.

Colorata, accogliente, con una cucina gustosa e profumata dalle tante spezie, lo Sri Lanka offre spiagge mozzafiato, luoghi come lo storico quartiere Pettah situato a Colombo, capitale finanziaria e commerciale del paese, dove è possibile camminare lungo il variopinto mercato e ammirare la moschea Jami Ul-Alfar, una delle più antiche presenti in città, così come lo è la chiesa protestante Wolvendaal ed ancora, la Porta di Kayman con la sua campana risalente XVI secolo.

Lo Sri Lanka Rail Network, la linea ferroviaria che collega quasi tutto il paese è uno dei modi più semplici ed economici per visitarlo, ma soprattutto, immersi nel verde, l’itinerario offre scorci incantevoli tra mare e collina, permettendo inoltre di raggiungere le alte piantagioni di tè di cui l’isola è la quarta produttrice a livello mondiale, tant’è vero che la sua lavorazione è la principale fonte di sostentamento per migliaia di persone, contribuendo significativamente all’economia della nazione.

Uno dei tratti più affascinanti, dove storia, tradizione e leggenda si miscelano tra loro, è certamente quello che da Kandy giunge a Sigiriya.

Conosciuta anche come Senkadagalapura o Maha Nuvara, Kandy è l’antica città dove si trova il Dalada Maligawa, il tempio situato all’interno del palazzo che fu l’ultima residenza reale di una monarchia che ebbe inizio nel XV secolo, per terminare quattrocento anni dopo.
 

Il Dente Sacro

All’interno del tempio vi è custodito il sacro dente di Buddha, reliquia che fa del Dalada Maligawa uno dei maggiori centri di pellegrinaggio del pianeta.
Secondo la credenza, nel VI secolo a.C., quando Buddha morì il suo corpo fu inumato su una pira di sandalo nella città indiana di Kushinagar e alla fine dell’incinirazione, quattro discepoli raccolsero altrettanti denti tra le ceneri ed insieme a quest’ultime, furono distribuiti ai sovrani che ne potevano aver diritto,ma dopo varie vicissitudini, tre denti volarono nel regno dei cieli e solo uno rimase sulla Terra. Si trattava di quello recuperato da Arahant Khema, capo delle discepole di Buddha, la quale lo aveva affidato a Re Brahmadatta di Dantapuri, città dello stato di Orissa.

Sri Lanka, Dente Sacro

Con il tempo, sempre maggiori facoltà cominciarono ad essere attribuite al dente, tanto che alla fine si conquistò la fama di aver il potere di far diventare Re chiunque lo avesse posseduto, legittimandolo quindi a governare la propria terra. La cosa scatenò non poche diatribe e vere e proprie guerre, finché la reliquia finì nelle mani di Re Guhasiva di Kalinga, il quale si premurò di consegnarlo alla figlia Hamamali, affinché lo proteggesse allontanandolo dal regno e così fece. La principessa nascose il dente fra i capelli ed insieme al consorte Dantakumara, riuscì a portarlo fuori dall’India raggiungendo lo Sri Lanka, dove rimase indisturbato fino al XVI secolo, fin quando cioè, cominciarono le invasioni europee.

Fu nel 1595, sotto l’assedio dei portoghesi che Re Vimaladharmasuriya I, decise di portare il vestigio a Kandy e di erigere per lui il tempio che l’avrebbe custodito. Ai lusitani seguirono poi gli olandesi finché il paese venne venduto al Regno Unito diventandone colonia nel 1802 e solo dopo decenni di guerre, nel 1853, gli inglesi restituirono ufficialmente il dente ai singalesi, cosicché quando il 4 febbraio del ’48 lo Sri Lanka ottenne la definitiva indipendenza, oltre ad esser emblema di autorità reale e spirituale, la reliquia divenne anche simbolo di libertà.

A memoria dell’arrivo a del dente sacro nella città, ogni anno a Kandy si svolge una processione con elefanti solennemente adornati che trasportano la teca contenete la testimonianza terrena di Buddha, ma si tratta solo di una copia, in quanto lo scrigno vero viene aperto al pubblico solo una volta ogni cinque anni.

Sri Lanka, Kandy
 

Tempio d’oro di Dambulla

A 72 chilometri dalla città, vi è però un’altro santuario entrato nel 1991 tra i patrimoni dell’umanità e si tratta del Tempio d’oro di Dambulla, dove ben 153 sono le statue che ritraggono Buddha, mentre minuziose e dettagliate pitture parietali ricoprono un’area di oltre 2000 m² ripercorrendone la vita.

Sri Lanka, Dambulla

Antecedente al primo secolo a.C. ed interamente scavato nella roccia, tradizione vuole sia stata volontà di Re Vattagamani Abhaya, il quale, fuggito dal suo regno a seguito dell’invasione indiana, trovò aiuto in alcuni monaci che vivevano all’interno di caverne e dopo 14 anni, quando cioè l’esilio ebbe termine, fece costruire quello che ad oggi è il tempio rupestre che in tutto lo Sri Lanka mostra il più alto stato di conservazione.

Conosciuto anche come Tempio delle grotte, cinque sono quelle lo compongono e sono parti di un’enorme caverna che si trova ad un’altezza di 350 metri.

Devaraja Viharaya è il nome della prima grotta, ovvero del “Re degli Dei”, in cui si trova una statua di 15 metri scolpita nella pietra e raffigurante il Buddha sdraiato e con lui, si trovano il fedele discepolo Ananda ed altri Buddha seduti, mentre in una piccola nicchia, vi è una statua di Vishnu.

Sri Lanka, Dambulla

Maharaja Viharaya, “Tempio dei Grandi Re”, deve il suo nome alle statue poste all’ingresso di Vattagamani e Nissanka Malla ed è la seconda e probabilmente più spettacolare grotta, sia per le dimensioni, oltre 50 metri di larghezza con un soffitto che raggiunge un’altezza di 7 metri, sia perché al suo interno ci sono circa 60 statue di Buddha, di cui la principale, situata sotto una volta di draghi ed un tempo ricoperta in foglia d’oro, lo immortala nel gesto di protezione (abhaya mudra).

La terza grotta è il “Nuovo e Grande Tempio”, Maha Alut Vihara, ed al suo interno vanta gli affreschi di Kirti Sri Rajasinha (1747-1782), uno degli ultimi monarchi della città, al quale viene dato merito della rinascita del buddhismo e della letteratura in Sri Lanka.

“Grotta Occidentale” è invece la quarta, Pachima Viharaya, anche se in realtà è la successiva ed ultima Devana Alut Viharaya a trovarsi più ad ovest.
Sono le più piccole e risalgono ad epoche successive, cosa che le rende meno significative rispetto alle altre. Al loro interno sono comunque collocate rispettivamente un Buddha ritratto in posa meditativa ed uno disteso insieme a divinità indù, tra cui Kataragama e Vishnu.

Sri Lanka, Dambulla
 

La Roccia del Leone

Proseguendo a nord per poco più di 20 chilometri, si trova l’ultima ed immancabile tappa, un luogo dove natura e opera umana si uniscono dando vita a una creatura surreale, da molti celebrata come l’ottava meraviglia: Sigiriya.
Sri Lanka
Inserito tra i patrimoni dell’umanità nel 1982 per la sua straordinaria rilevanza storica ed archeologica, è un’incredibile formazione geologica di origine vulcanica sovrastata da una roccia che raggiunge i 200 metri di altezza, alla cui sommità, sorgeva un tempo una fortezza fiancheggiata da due spettacolari quanto gigantesche zampe di leone, poste come sentinelle ai lati di quella che doveva essere la scalinata che dava accesso al palazzo.

In realtà le zampe sono quello che resta dell’enorme fiera che originariamente comprendeva anche la testa, motivo per cui Sigiriya è anche nota come la Roccia del Leone.

Fu costruita nel V d.C. per volontà di Re Kashyapa I e leggenda vuole, che ne abbia sentito la necessità per sfuggire alla vendetta del fratello, in quanto ne usurpò il trono dopo aver spodestato il padre organizzandone l’assassinio.

Circondata da fossati colmi di coccodrilli, Sigiriya era una fortezza inespugnabile che gli avrebbe permesso di vivere indisturbato e al sicuro, se non fosse che nel 491 d.C., il Re decise di scendere in battaglia contro il fratello, ma sfortunatamente per lui questi ebbe la meglio. L’esercito di Kashyapa I fu sconfitto e lui perse la vita o, secondo altre versioni, si suicidò piuttosto di cadere prigioniero.
Divenuto Re, il fratello riportò capitale del regno Anuradapura, e adibì la fortezza a monastero.

Mentre non è dato sapere con certezza circa l’utilizzo degli spazi esterni, dove si trovano vasche e magnifici giardini, 1200 sono i gradini che dalla facciata occidentale devono essere superati per giungere a palazzo, ed a metà del massacrante percorso, quale autentico estimatore della femminea bellezza, Re Kashyapa I fece eseguire splendidi affreschi ancora oggi mirabili, che ritraggono centinaia di fanciulle.
 
Sri Lanka, Roccia del Leone