Friuli Venezia Giulia, dipinto dai borghi

 
Alle origini del Friuli Venezia Giulia vi è l’intreccio fra regioni geografiche — demarcate dalla fonte del fiume Timavo — totalmente differenti dal punto di vista storico-culturale, eppure la loro unione nei quattro enti di decentramento regionale facenti capo a Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste, trovando punto d’incontro nell’univoca bellezza di un territorio geograficamente avvolto dal possente abbraccio di Alpi, Prealpi Carniche e Giulie, colline e pianure interne, fin dai primi insediamenti l’uomo e la natura tessendo intimo rapporto con le foreste a rappresentare pulsante ecosistema – da preservare coscienziosamente — nelle cui arterie splendono, fra gli altri, i borghi di Duino, Gradisca d’Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia e Venzone.

Ama la tua città, ama il tuo paese, questo è il primo comandamento nella civiltà della geografia, in cui va sistemata con cura ogni cosa nel suo spazio, dal cuore di una donna, agli occhi di un gatto.
Franco Arminio

 

Duino

Duino, in dialetto Duìn, è un grazioso borgo — dal 1928 facente parte del comune di Duino-Aurisia — situato sulla panoramica fra Trieste e Monfalcone e sul cui suolo prima presenza umana, da come narrano reperti archeologici, risale alla tarda età del rame, benché le sue origini storiche relativamente più recenti siano inscindibilmente legate ai due castelli che ne abbelliscono il territorio, nello specifico il Castello Vecchio e il Castello Nuovo, rispettivamente datati all’undicesimo e quattordicesimo secolo.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Ad ammantare di fascino quanto resta della remota fortificazione, peraltro al titolo di Castellum Pucinum menzionata da Caio Plinio Secondo (23-79), anche la leggenda secondo la quale candida roccia sottostante le mura — evocante, se osservata dal mare, una donna avvolta da un velo — abbia assunto tali forme e dunque denominazione di Dama Bianca, allorché l’ammaliante e dai nobili sentimenti aristocratica, Esterina da Portole, dopo aver subìto continue vessazioni dall’ignobile consorte, fu da questi con inganno attirata in un sentiero circostante il maniero e gettata in mare, nel precipitare volgendo gli occhi al cielo e lanciando un grido tanto disperato da muover a compassione gli dei e ad un istante dal toccare le acque, venne così tramutata in pietra, rianimandosi ogni notte per tornare alla sua antica dimora, nella stanza dove adagiava il figlio dato alla luce poco prima di tragedia, rimanendovi sin all’alba.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Dai ruderi del Castello Vecchio si gode d’un ottima vista sul paesaggio e sul Castello Nuovo, quest’ultimo proprietà dei Torre e Tasso (i von Thurm und Taxis, influente famiglia tedesca di nota e vasta nomea in periodo austro-ungarico, governante un piccolo principato del Sacro Romano Impero e italianizzante il proprio cognome a seguito dell’ottenuta cittadinanza italiana) che nel diciottesimo secolo fu notevole centro umanistico-culturale, al suo interno alternandosi insigni frequentazioni di nobili ed artistiche personalità, una su tutte quella dello scrittore e drammaturgo austriaco RenéRainerKarl Wihelm Johann Josef Maria Rilke (1875-1926), ritenuto il più eminente poeta di lingua tedesca del ventesimo secolo, la cui penna si dedicò alla stesura delle Elegie Duinesi, le prime due appunto composte nel 1912 in loco, mentre soggiornava come ospite della principessa Marie von Thurn und Taxis (1855-1934), nata Marie zu Hohenlohe-Waldenburg-Schillingsfürst, pittrice, collezionista d’arte e dalla ragguardevole cultura — parlava scorrevolmente sei lingue — che in Rilke captò singolare genialità scrittoria, divenendone lungimirante mecenate ben consapevole del melodico animo in lui albergante ed effondente una poetica sentitamente colma d’amore.
 

Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla, oltre te, ad altre cose?
Ah, potessi nasconderla in un angolo
perduto della tenebra, un estraneo
rifugio silenzioso che non seguiti
a vibrare se vibri il tuo profondo.
Ma tutto quello che ci tocca, te
e me, insieme ci prende come un arco
che da due corde un suono solo rende.
Su qual strumento siamo tesi, e quale
violinista ci tiene la mano?
O dolce canto.
Rainer Maria Rilke, Canto d’amore

 
L’edificazione del Castello Nuovo avvenne a partire dal 1389 sui resti d’un reparto militare romano per volere della dinastia Walsee, alla cui estinzione prestandosi ad uso carcerario fino al rilevamento da parte degli Hofer, i quali, tramite matrimonio, unirono linea di sangue ai Della Torre di Valsassina (von Thurn-Hofer und Valsassina) e in seguito imparentandosi al casato Hohenlohe, indi nel 1876, per effetto d’ulteriori nozze fra la succitata principessa ed il parigrado Alexander Johann Vincenz Rudolf Hugo Karl Lamoral Eligius von Thurn un Taxis (1851-1939), i Torre e Tasso diventando i definitivi detentori del fortilizio che nel 2017 è stato acquisito dalla società Ty Bein, con sede in Lussemburgo e gestione ad opera del di loro discendente e principe Dimitri, inoltre dal 2003 parziale apertura al pubblico permettendo ai turisti di visitarne le numerose sale e immergersi in quelli che furono i vissuti delle varie successioni di lignaggi, oltre che strabiliandosi al cospetto della magnifica scala a chiocciola ideata dall’architetto rinascimentale, scenografo e teorico dell’architettura Andrea “Palladio” di Pietro della Gondola (1508-1580) oppure del fortepiano del 1810, i cui tasti musicarono al sublime tocco dell’eccelso compositore, pianista, organista e direttore d’orchestra ungherese Franz Liszt (1811-1886).
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Nelle grotte sottostanti, a circa diciotto metri di profondità, è possibile percorrere a ritroso il secondo conflitto mondiale, entrando nel bunker realizzato nel 1943 dalla marina tedesca (Kriegsmarine) come fortificazione della linea difensiva Berta, dai nazisti escogitata per controllare l’Alto Adriatico nei luoghi in cui prevedevano potenziali sbarchi degli Alleati; quattrocento metri quadri nel corso dei decenni susseguenti anche utilizzati come rifugio antiaereo e deposito carburante.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Oltre ad arricchirsi lo sguardo nel posarlo sulle meraviglie degli interni, all’aperto gli si può concedere stupefacente visione dell’inter golfo dall’alto — in affaccio dagli elevati bastioni a picco sul mare — e del giardino che si distende su più livelli, scrigno di variopinta vegetazione nella quale pullulano migliaia di fiori di varie specie, fra i quali s’erigono imponenti statue e un vecchio pozzo e tutt’intorno radunandosi, in caratteristica forma semicircolare, il centro storico, tipicamente costituito da una via principale e decine di viottoli che dalla stessa si irraggiano, il percorso più simbolico essendo costituito dal sentiero Rilke, — passeggiata, intitolata al sensibile verseggiatore, che fiancheggia la riserva naturale delle Falesie, collegando Duino a Sistiana — tragittando sul quale si può assistere al fenomeno del carsismo, formazione di una particolare tipologia di suolo per effetto dell’attività chimica dell’acqua, specialmente sulle rocce calcaree, in due km circa transitando, con staccionate di legno a protezione, fra rocce e pineta, costeggiando il mare e ricollegandosi intimamente alla bellezza della natura nelle sue policromatiche rappresentazioni.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 

Gradisca d’Isonzo

Gardiscje in friulano uniformato e Gardiscja in dialetto locale, Gradisca di Isonzo è comune situato sulla sponda destra dell’omonimo fiume, in provincia di Gorizia, le cui origini sono collegate al suo antico fortino, non a caso il toponimo avendo radici nel termine slavo gradišče, letteralmente significante “insediamento fortificato su una collina”.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il territorio, protetto dal corso fluviale nel corso dei secoli, fu verosimilmente abitato fin dai tempi romani, per certo, durante il decimo secolo, soggetto ad efferate scorrerie da parte del popolo ungaro, con conseguente spopolamento e successivi insediamenti di nuclei familiari slavi e latini, dediti all’agricoltura, il rurale borgo allora compreso nel feudo di Farra d’Isonzo, dopo il 1420 all’agglomerato venendo riconosciuta la propria posizione difensiva strategica, in virtù della quale Gradisca fu assunta a difesa per antonomasia di Venezia contro gli assalti turchi, la Serenissima cogliendone anche l’indiscussa potenzialità commerciale ed il paese gradatamente sviluppandosi e nel suo centro storico mantenendo intatte influenze settecentesche.

Primario simbolo urbano è il Castello, possente complesso fortilizio eretto dai veneziani negli ultimi anni del quindicesimo secolo e decisamente ingrandito nei due successivi, nella prima metà dell’Ottocento svolgendo funzione carceraria e fra le sue celle rinchiudendo anche il patriota italiano Federico Confalonieri (1785-1846), giuntovi nel 1836 dopo aver lasciato la prigione asburgica sita nella fortezza dello Spielberg, città di Brno, dov’era stato destinato dopo la commutazione in ergastolo della condanna a morte dichiarata in suo sfavore, nel 1821, dagli austriaci, causa l’aver partecipato all’insurrezione contro i regimi assolutisti, storicamente nota come i Moti del 1820-1821.
 

Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Federico Confalonieri, incisione di Enrico Parmiani, 1840-60

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Castello

 
Nelle mura medievali i sei torrioni che resistono a splendida testimonianza del periodo veneto sono quelli della Calcina, della Marcella, della Spiritata, del Portello, di San Giorgio e della Campana, fra questi ultimi trovandosi Porta Nuova, già “d’Alemagna” — ingresso al borgo insieme a Porta del Soccorso — costruita verso il 1481 e sulla sommità recante memoria degli Asburgo con l’emblematica aquila bicipite scolpita, mentre sul finire dell’Ottocento il tratto occidentale della cinta venne abbattuta perché a lambire il centro fosse il Parco della Spianata, denominazione appunto derivata dallo smantellamento della fortificazione e plasmata a forma circolare quattro secoli più avanti, ai visitatori offrendosi come pacifica zona nella quale passeggiare fra alberi e panchine, mentre addentrandosi all’interno della cinta è possibile visitare, fra gli edifici religiosi degni di nota — in aggiunta alla Chiesa della Beata Vergine Addolorata e a quella di Santo Spirito — il Duomo dei Santi Pietro e Paolo, architettura barocca del diciottesimo secolo con facciata del 1752 concretata su progetto dell’altarista e scultore Paolo Zuliani (1689-1769), la cui attività avviò, attorno al 1720, con il Santo Crocifisso e gli altari in onore alla Vergine del Rosario interni al duomo, del quale stucchi barocchi ne adornano la Cappella di Sant’Anna, mentre in quella dei Torriani è custodito il monumento funebre, del 1566, del guerriero Niccolò II della Torre (1489-1557), valoroso combattente che in giovanissima età venne orientato alla carriera militare, con ardente coraggio difendendo la sua Gradisca, della quale fu nominato capitano, alla stessa apportando significativi ampliamenti e ammodernamenti.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Porta Nuova

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Porta del Soccorso

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Torre della Campana

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Leone alato scolpito sulla Torre della Campana

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Duomo dei Santi Pietro e Paolo

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Monumento funebre di Niccolò della Torre

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Nella sua conformazione richiamando antiche ville venete, spicca Palazzo Torriani, sede del Municipio e della galleria d’arte contemporanea titolata al pittore nativo, pioniere d’astrattismo e arte informale, Luigi Spazzapan (1889-1958), mentre dimora del lapidario civico — luogo in cui vengono raccolti reperti archeologici in pietra, inizialmente concepito come punto d’incontro dell’aristocrazia locale, in seguito riferimento costante della classe mercantile — è invece la Loggia dei Mercanti, insieme a Palazzo del Monte di Pietà — originariamente deputato al contrasto dell’usura attuata dagli ebrei — i tre edifici ascrivendosi fra le architetture civili più importanti.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Palazzo Torriani

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Monte di Pietà

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Monte di Pietà

 
Nel centro, in Piazza Unità d’Italia e dirimpetto al teatro comunale, alta dieci metri, si staglia la Colonna della Redenzione sormontata dal Leone di San Marco, simbolo della Repubblica di Venezia, mentre alla base sono presenti bassorilievi ciascuno riguardante un determinato frangente della storia gradiscana e l’intera opera venne inaugurata nell’aprile 1924, dopo che lo scultore Giovanni Battista Novelli (1879-1965), due anni prima, aveva primeggiato nel concorso indetto per l’esecuzione di un monumento nella sua città natia.

In sé convogliante quattro ben distinte epoche storiche, passando per il Quattrocento veneto, quindi proseguendo per il Seicento austriaco, l’Ottocento asburgico e concludendo con il Novecento italiano, Gradisca s’apre nella sua completezza culturale ed artistica, alla conoscenza affiancando seduzioni culinarie da soddisfare attraverso pregiati vini e vivande tipiche, uno su tutti la gubana, un dolce guscio di pasta al cui interno un amalgama di cioccolato, pinoli, noci, uvetta e zibibbo, servita dopo esser stata affettata e spruzzata di grappa, al palato rendendo la gradevolezza dei prodotti artigianali nei quali pullula un sapore d’altri tempi, frutto di quell’appartenenza alla propria terra da gustare in assoluta tranquillità, predisponendosi allo sperimentare.
 

Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Piazza Unità d’Italia

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 

Quando arrivi in un paese devi sederti da qualche parte e stare zitto. Nessuna foga di parlare. Aspettare che il silenzio ti porti qualche dono. Se hai fretta, in un paese non avrai fortuna.
Franco Arminio

 

Poffabro

Frazione del comune di Frisanco, in Provincia di Pordenone, Poffabro, Pofàvri, è un minuscolo paradiso che s’eleva a circa 510 metri d’altitudine nelle prealpi carniche, precisamente in Val Colvera, suggestiva conca — il cui nome dal torrente che ne scorre suolo — dominata dalla massiccia vetta del Monte Raut e nella quale il borgo ha gradualmente accresciuto la propria fama grazie al peculiare artigianato locale, frutto d’estro e dedizione del proprio popolo ed antichissima eredità tenuta in vita con immane genialità e smisurata passione.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Ad attraversarla in epoca romana era un’importantissima via che collegava la colonia militare di Julia Concordia al varco per le Alpi, a testimonianza di ciò sono sia gli archivi del vescovo di Concordia che i resti materiali degli insediamenti avvenuti, mentre prima menzione ufficiale del toponimo risale al 1339, anno in cui il paese venne citato nel corso di una sentenza arbitrale come Prafabrorum, «prato dei fabbri», diciotto anni dopo venendo indicato come Pratum Fabri all’interno di un documento notarile del 1357, tramite il quale Galvano di Maniago, signore dell’omonimo comune, nel proprio lascito testamentario cedette una parte di borgata, la «decimam de Pratum Fabri», al figlio Nichilo, quasi cinque secoli dopo attuandosi il suo accorpamento in Frisanco, dato l’esser divenuto il comune — su decreto napoleonico del 28 settembre 1810 — capoluogo di Val Colvera accorpante il piccolo villaggio, di lì a pochi decenni Poffabro spopolandosi per devastazione epidemica di tifo e vaiolo, oltre che per effetto di migrazioni, nel 1888 sorgendo una rilevante via di comunicazione con la pianura, tuttavia successiva desolazione conseguendo al grave sisma del 1976, ma da quell’anno partendo una serie di ricostruzioni dei vari paesi friulani, con relativa ripresa e riscoperta del loro ammaliante folklore.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
A padroneggiare sul centro storico è la Chiesa di San Nicolò, parrocchiale costruita fra il 1860 e il 1888 — verosimilmente sui resti d’una basilica del quattordicesimo secolo — poi pregiata di consacrazione, il 30 luglio 1927, dal vescovo cattolico Luigi Paulini (1862-1945), durante il Novecento iniziando vari lavori di restauro e ampliamento, donando al mondo un esemplare elogio alla fede d’ingenti proporzioni architettoniche — se paragonate a quelle delle altre strutture in loco — manifestantesi in una candida facciata sormontata da un mosaico ritraente il santo patrono e arredi interni giunti, data l’estrema povertà del paese all’epoca, da zone limitrofe ed affiancandosi ai limitati oggetti sacri — originariamente due candelieri, un crocifisso, una lampada dorata e due tovaglie — che la popolazione, con enormi e sentiti sacrifici era riuscita ad acquistare, ad oggi il luogo di culto vantando, anche grazie a vecchie donazioni private — fra le quali calici e collane in vetro per la Beata Vergine — un altare in legno del diciassettesimo secolo e lignee sculture a firma del pozzabrino Giacomo Marizza (1826-1909), abile autodidatta, tanto in scalpello quanto in setola, il cui eclettismo omaggiato fra le pagine del volume fotografico, autore Armando Pizzinato, al titolo Poffabro luogo magico.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Svariati artisti, nel corso dei decenni, lasciarono segno, ad esempio la facciata concepita dall’architetto, impresario e imprenditore edile Girolamo D’Aronco (1825-1909) e dal figlio Raimondo Tommaso (1857-1932), quest’ultimo tra i più significativi architetti italiani rappresentanti del movimento artistico-filosofico Art Nouveau; il tabernacolo — attualmente custodito a Concordia, nel Museo Diocesano d’Arte Sacra — fu invece dipinto da Gianantonio Guardi (1699-1760) e ulteriore tocco scultoreo del Marizza plasmò volto alla Madonna conservata nel Santuario della Vergine della Salute, edificato nel 1873, in stile neoclassico, su una rupe a Pian delle Merie, a un paio di chilometri da Poffabro, ove gli abitanti martoriati dal colera espressero accorato desiderio di un sacro tempio in cui ristorarsi nella preghiera.
 

Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Raimondo Tommaso D’Aronco

 
Le due località sono collegate dal pittoresco Sentiero delle via Crucis, un tragitto costellato da bassorilievi in pietra eseguiti dallo scultore frisanchino Giovanni Padovan.

Trasversalmente, altari votivi di ridotte dimensioni, definiti “capitelli”, sono disseminati nella totalità del territorio, nella loro essenzialità e linearità cromatica perfettamente miscelandosi alla natura circostante, una sobrietà che sull’istante si manifesta nell’assenza di palazzi e nella semplicità delle architetture abbellenti il paesaggio con scale e pilastri in assoluto accordo con l’ambiente ma, una su tutte, l’incantevole presenza dei famosi ballatoi in legno i cui decori di ringhiera riagganciano lo stile tirolese, i collegamenti fra gli stessi deputati ad armonici archi in roccia o a ponticelli in legno che rendono l’idea di un piccolo presepe vivente e, a tale proposito, specifica attrazione turistica di Poffabro, durante il periodo natalizio, è legata ai suoi molteplici presepi fatti a mano — facenti capolino da cortili e finestre — mostrati ai villeggianti, da dicembre a gennaio, in tutto lo splendore, che di notte diviene illuminata magia, racchiuso nelle creazioni che prendono vita dalle partecipi, premurose e e valenti gesta di paesani dediti alle proprie attività, come la produzione d’oggettistica in vimini e dei curiosi scarpeti, calzature di tradizione secolare, anticamente realizzate dalle donne con spago e stoffe varie o velluto, la suola ricavata da materiali poveri, spesso riciclati e l’imbottitura di sovente derivante da sacchi di juta.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Ricami e forma erano strettamente legati al paese di provenienza e le modalità di fabbricazione gelosamente tramandate fra generazioni, arcaico ricordo della necessità di riciclo che la soffocante miseria imponeva ai tempi e delle quali esistevano versioni estive e invernali, le calzature inoltre frequentemente indossate in occasioni celebrative, come dalle spose nel giorno del loro matrimonio, ai postumi restando la dolcezza dell’immaginare con quale fine ingegno e certosina consacrazione le femminili mani s’attrezzavano nel reinventare scampoli, alle peculiari calzature — la cui produzione artigianale ancora oggi è attiva in gran parte delle campagne friulane — aprendosi di recente le porte dell’alta moda e nel mondo avanzando i passi una calzatura dalla storia umile ed energica allo stesso tempo, quella di persone legate alla propria terra e cocciute nel resistere alle avversità, ai viaggiatori lasciando in tasca il nobile senso della fatica, respirabile passeggiando fra mulattiere, rifugi, abitazioni in pietra arenaria, pozzi, case montane in cui si lavorava il latte durante l’alpeggio e tutto quanto riporti alla mente gli antichi mestieri del Friuli subalpino, intimamente incastonati nel cuore d’ogni suo abitante.

Nei paesi piccoli, e fra gli uomini e le società di piccolo spirito, si apprende assai più della natura umana, e sì del carattere generale, sì de’ caratteri accidentali degli uomini, di quello che si possa fare nelle grandi città, e nella perfetta conversazione.
Giacomo Leopardi

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 

Sappada Vecchia

Comune della provincia di Udine, Sappada, Sapade — attorniata da possenti catene montuose dolomitiche rivestite di conifere e ospitanti toccanti laghetti, suggestive cascate e rilassanti pascoli — si distende fra Cadore e Carnia, percorrendo la vallata solcata dal fiume Piave e tutt’intorno mantenendosi un ambiente ancora inviolato e la cui purezza è panacea per flora e fauna che serenamente convivono in svariate specie, molte protette, in una valle baciata dal perennemente dal sole, dato il suo essere indirizzata in direzione est-ovest, cosicché godendo dei suoi tiepidi raggi anche nella stagione più rigida.

I primi insediamenti nella conca, sebbene non vi sia certezza storica, potrebbero essere avvenuti ad opera di famiglie austriache durante l’undicesimo secolo, previa concessione del patriarcato d’Aquileia e su versamento di una cifra annuale, dopo un meticoloso disboscamento e conseguente predisposizione dei terreni ad agricoltura e pastorizia, il paese suddividendosi in 14 borgate, più una quindicesima aggiuntasi in seguito, e nel sedicesimo secolo avviando commercializzazione del legname, peraltro materiale primo di costruzione d’ogni casupola all’epoca esistente nel soleggiato avvallamento, luogo in cui parecchie donne sappadine dimostrarono una resistenza fisica esorbitante nel svolgere ruolo di portatrici carniche, coloro che durante il primo conflitto mondiale trasportavano fra i 30 e 40 kg di viveri e munizioni alle prime linee italiane, camminando lungo il fronte delle Carnia per oltre un chilometro di dislivello, più volte in una giornata.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
A seguito della Disfatta di Caporetto, Sappada venne sgomberata per scongiurare eventuali predisposizioni filo-autriache, i suoi abitanti trasferiti in Toscana e, fra il 1917 e il 1919, la sede del comune sappadino transitoriamente impiantata ad Arezzo e il sobborgo udinese, dopo aver attraversato le peripezie della seconda guerra mondiale, arrivando all’oggi ripopolato e siglando ufficiale gemellaggio, il 5 novembre 2017, con la provincia aretina che l’accolse, medesima annata in cui Sappada Vecchia — raggruppante nove (Pill, Mühlbach, Cottern, Hoffe, Fontana, Kratten, Soravia, Ecche e Puiche) delle quindici borgate di Sappada — è entrata a far parte del circuito de “I borghi più belli d’Italia”, forte della seducente bellezza delle blockhaus, le tipiche abitazioni adornate di fiori d’ogni tinta, con stalla annessa e fienile a sovrastarla, costruite sovrapponendo in orizzontale travi incastrate agli spigoli e poggiate su base in pietra, secondo il sistema, caratteristico delle culture nordiche, detto blockbau, con il tetto ricoperto da scandole lignee, fin da tempi remoti utilizzate per la loro capacità di proteggere dal freddo.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
La borgata di Sappada Vecchia nella quale si possono trovare architetture risalenti al diciassettesimo e diciottesimo secolo, è Cima Sappada, il cui luogo religioso di riferimento è la Chiesa di Sant’Osvaldo, edificio eretto nel 1732, a sostituzione d’una precedente cappella, con susseguenti ampliamenti e restauri durante i secoli, ai visitatori offrendosi non tanto in opere d’arte, non essendovene di particolare rilievo al suo interno, ma nello stile carnico in cui venne realizzato, al suo fianco un ridotto cimitero austriaco meritevole di visita per la sua riguardosa eleganza architettonica.
 

Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Chiesa di Sant’Osvaldo

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Cima Sappada

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Cima Sappada

 
Davanti alla Chiesa di Sant’Osvaldo appaga sete di conoscenza il Museo EtnograficoGiuseppe Fontana”, un istruttivo itinerario storico-naturale di tutta Sappada che narra di usi e costumi dei suoi abitanti e il cui allestimento avvenne nel 1972 — inizialmente e fino al 2009 in borgata Bach – su iniziativa del maestro Fontana con l’intento di non perdere il patrimonio culturale sappadino, l’uomo spendendosi con tutto se stesso nel raggruppare strumenti casalinghi e agricoli locali, alla sua dipartita, nel 1975, il museo venendo a lui dedicato e le collezioni mano a mano accrescendosi negli anni, con ulteriore aggiunta di un settore paleontologico-geologico, un percorso completo tramite cui entrare in contatto con il vero spirito del luogo ad ampio raggio, quindi apprendendone la realtà geografica, faunistica, botanica e umana, entrando in contatto con i vissuti esistenziali nella visione di utensili vari e attrezzi degli antichi mestieri e oltre all’esposizione di maschere, fra le quali risalta la severa figura — abbigliata con montone scuro e pantaloni in tela a righe orizzontali — del Rollate, personaggio guida del Carnevale, bramato evento che si sviluppa durante l’inverno e in più fasi, ossia nella Domenica dei poveri, in quella dei Contadini ed infine nella Domenica dei Signori, giornate durante le quali ci si traveste completamente, mantenendo il viso coperto per tutta la durata dei festeggiamenti e lasciando che la voce fuoriesca nel risonante eco prodotto dal suo passaggio nella greve maschera di legno posta sul volto.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Museo Etnografico Giuseppe Fontana

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Rollate

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Da Cima Sappada è possibile incantarsi lo sguardo in passeggiata panoramica e poi dirigersi alle Sorgenti del Piave, fra verdi terreni e appartate baite arrivando, per mezzo del Sentiero del Pellegrino, a quella che fu il Santuario del Monte Lussari, luogo di culto da tradizione edificato attorno al 1360, in omaggio alla Santissima Vergine dopo che un pastore, trovò le proprie pecore genuflesse intorno ad un pino mugo, all’interno del quale vi era una statua della Madonna col Bambino ch’egli si premurò di consegnare al parroco di Camporosso, sennonché all’indomani, il simulacro venne di nuovo rinvenuto dov’era stato scoperto e l’episodio si ripeté ancora, esortando il curato a riferire accaduto al Patriarca Ludovico della Torre, che non esitò ad ergervi una chiesa, essa sopravvivendo in progetto originale sino al sedicesimo secolo, allorché vide luce l’attuale struttura, sebbene risultato d’ampliamenti e modifiche apportati nel corso del tempo.

Altra interessante esposizione la si trova, in borgata Mühlbach, presso il Piccolo museo della Grande Guerra, una stanzetta di cinquanta metri quadri nella quale ricostruire il conflitto bellico nel tratto di fronte sappadino nell’osservazione di quanto raccolto a riguardo nelle curate bacheche, progetto nato dalla mostra temporanea del 2002, divenuta permanente.
 

Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Santuario del Monte Lussari

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Molte sono anche in Sappada Vecchia le cappelle votive disseminate ovunque e numerosi i luoghi che offrono spunti culturali da annoverare a memoria di viaggio, come peraltro molteplici gli spettacoli naturali offerti da passeggiate, fonti, cascatelle e tutto quanto la potenzialità dei monti sia in grado d’offrire, a tal proposito gli impianti sciistici ben forniti ed organizzati, in parallelo alla cucina, che si propone ai palati con decisa influenza germanica, nel complesso d’una visita nelle nove borgate che si susseguono ininterrottamente, lasciando al cuore l’intimità di chi diede loro origine e le visse, durante l’inverno la distintiva conformazione di case, ballatoi, rastrelliere, capitelli, stalle e fienili del nucleo antico restituendo intatta la magia del posto — ogni borgata personalmente identificata dalla propria cappella e da una fontana — quasi fosse un finto paesaggio di legno fuoriuscito da un libro di fiabe e che una spolverata di candida neve adombra di riverberante incanto, alle anime natie imprescindibilmente appartenendo.

Ha scritto Leonardo Sciascia a proposito della tenerezza per il luogo natio: «Ho l’impressione che la mia nascita sia alquanto posteriore alla mia residenza qui. Risiedevo già qui e poi vi sono nato». Non può essere diversamente. Questa arcana magia vale anche per me. Se mi riempio il palmo della mano di questa terra, entrando nel vigneto mentre il contadino zappa, la sento palpitare calda come avesse sangue e anima.
Davide Lajolo

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 

Venzone

Comune della provincia di Udine in parte racchiuso nel Parco naturale delle Prealpi Giulie, Venzone (Vençon) è situato sulla convergenza della Valle del Tagliamento con quella di Canal del Ferro, fin dal 500 a.C. utilizzato come zona di passaggio dai Celti e in seguito dai Romani, durante lo scorrere dei secoli subendo assalti ad opera di invasori Guadi, Marcomanni, Visigoti, Unni, Ostrogoti, Bizantini, Longobardi e Carolingi, proprio da questi ultimi, nella supremazia protrattasi tra il 776 e il 952, sorgendo un primario nucleo urbano.

Menzionata nel lontano 923 come Clausas de Abiciones, Venzone assunse odierno toponimo dopo esser stata battezzata Albiciones, Aventinone, Avenzon e Avenzone, primo documento ufficiale ad accennarne l’atto con cui nel 1001, l’imperatore Romano, re dei Franchi Orientali e degli Italici, Ottone III di Sassonia (980-1002), concesse l’erbatico del Canal del Ferro — vallata udinese attraversata dal fiume Fella — al patriarcato cattolico d’Aquileia, descrivendo l’impareggiabile valore dell’area in quanto, a differenza dell’allora conformazione della pianura friulana, perlopiù paludosa e boschiva, era di verde ammantata ed esente da stagnanti acquitrini. Nell’arco di qualche decennio il feudo divenne strategico centro per il controllo degli scambi commerciali, cosicché nel 1200 fu affidato alla nobile famiglia dei Meis assurgendo a Comune nel 1252 e a distanza di sei anni, fortificazione ebbe inizio esaudendo progetto dell’esponente di dinastia, Glizoio di Mels, ossia circondando la città con un profondo fossato fatto scorrere all’interno di una duplice ed esagonale cinta muraria, alta otto metri per uno spessore di circa un metro e mezzo, comprendente quindici torrioni.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Ceduto ai conti di Gorizia e riacquisito nel 1336, dal Patriarcato Aquileiese grazie all’intervento del cattolico francese Bertrand de Saint Geniès (1258-1350) — Beltràm di Aquilee in friulano ed italianizzato, Bertrando di San Genesio — nel 1420 il paese fu inglobato dalla Repubblica di Venezia e qualche anno più tardi, causa lo spostarsi dei traffici commerciali su via alternative, per Venzone cominciò un tracollo economico, dipoi subendo occupazione, rispettivamente, napoleonica e austriaca, fin ad ingresso, in data 1866, nel Regno d’Italia, meritandosi un secolo dopo, il riconoscimento di monumento nazionale dal ragguardevole interesse storico-artistico, ad oggi il borgo respirando serenità nel cuore di un’area protetta e al prossimo aprendosi nei suoi monumenti medievali.

Numerose sono le chiese di Venzone, ma la principale, in stile romano-gotico, è il Duomo di Sant’Andrea Apostolo — costruito sopra una chiesa trecentesca e ripristinato, pezzo per pezzo e in assoluta fede all’originale, a seguito della distruzione causata dal violento terremoto del 1976 — con pianta a croce latina e unica navata longitudinale, l’interno impreziosito da prestigiosi affreschi del quattordicesimo secolo, fonte battesimale di medesimo periodo e le otto statue in legno, dipinte e dorate, protagoniste del risalente al 1530, Compianto sul Cristo morto, l’esterno, dotato di tre portali, con absidi poligonali e bassorilievi, tre portali e un campanile con quattro campane montate a “slancio friulano”, variante regionale della tecnica di classica e consistente nel medesimo periodo di oscillazione delle campane, con derivata suonata detta “del doppio”, vale a dire nella loro successione in sequenza, precisa e prestabilita, durante un concerto, la sincronizzazione delle stesse raggiunta grazie a isolatori di differenti lunghezze, installati fra la campana e il ceppo, per modo d’agire sul raggio oscillatorio, accordandolo.
 

Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Duomo di Sant’Andrea Apostolo

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Compianto sul Cristo morto

 
Nel sagrato di fronte al Duomo sorge la Cappella di San Michele, edificio del 1200 la cui cripta è odierna sede delle Mummie di Venzone, una quarantina di salme, riferibili al diciottesimo e diciannovesimo secolo, scoperte in un sepolcro comune durante la bonifica del cimitero interno al Duomo e mantenutesi in condizioni ottimali per effetto d’umidità, basse temperature, solfato di calcio in elevata presenza nel terreno, ma, soprattutto, per azione dell’Hypha bombicina — fungo ascomicete classificato dal botanico e micologo sudafricano Christian Hendrik Persoon (1761-1836) — la cui azione idrovora, arrestante la decomposizione dei corpi, venne individuata come causa prima della mummificazione succitata sulla base di uno studio condotto, nel 1830, dall’erudita, medico e saggista avianese Francesco Maria Mariolini (1779-1838), l’intrigante scoperta iniziando con il rinvenimento della prima mummia, del “gobbo”, l’unica risalente al 1348 e portata alla luce nel 1647, durante l’ingrandimento della zona laterale del Duomo scovandola in un loculo trecentesco posizionato sotto la Cappella del Rosario.
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Cappella di San Michele

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Nel 1845 le mummie vennero traslocate dalla cripta del Duomo alla Cappella superiore, l’evento tellurico del 1976 purtroppo non lasciando totale possibilità di recupero, difatti delle ventuno rimaste potendosene recuperare quindici nella loro integrità, delle quali cinque visionabili e corrispondenti ai nobili Paolo Marpillero, di settantatré anni, Daniello Gattolini, settantacinque anni, ad una donna e figlia rimaste malauguratamente ignote ed infine il celebre “gobbo”, epiteto affibbiato alle spoglie di colui che fu un membro dell’aristocratica famiglia Scaligeri, vissuto a Venzone nel quattordicesimo secolo e la deformità da cui il soprannome verosimilmente causata da un errato posizionamento all’interno del sarcofago, benché una recente Tomogarfia Assiale Computerizzata (TAC) ne abbia riconosciuto problemi artrosici, inoltre collocandone dipartita al quarantacinquesimo anno d’età, nel complesso le mummie assumendo impagabile valore antropologico e fin dal loro recupero destando diffuso interesse scientifico e popolare, a loro recandosi in visita anche il generale Napoleone Bonaparte (1769-1821) nel 1807.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Altro museo attraverso il quale entrare in diretto contatto con il popolo friulano in generale è il Tiere Motus, Storia di un terremoto e della sua gente, mostra ospitata al primo piano del cinquecentesco Palazzo Ognani-Martina e allestita con documenti, video, plastici, proiezioni simulative, schemi illustrativi e fotografie che delineano un percorso conoscitivo di quello che fu il dramma subito dal 6 maggio di quella nefasta annata fino ad oggi, passando per la sofferta e tenace ricostruzione del territorio, collegandosi direttamente allo spirito identitario della comunità in ogni suo componente e nelle fattezze di visi i cui fotogrammi immortalarono il terrore e lo sbigottimento appena conseguenti ai primi istanti dopo le demolenti scosse, una sala in particolare interamente dedicata a quella che fu l’estate del 1976, con un’intera popolazione costretta a dimorare in semplici tende e ancora inconsapevole dell’imminente sciame sismico che alle porte dell’autunno avrebbe ulteriormente abbattuto la loro patria della quale si narrano affranti esodi, il perseverante rinascere all’interno di baracche, l’encomiabile solidarietà avvolgente i cuori e, una su tutte, la memoria che, dopo una serie di sale tematiche, conclude tragitto con una sala ad essa completamente dedicata e sulla cui parete il visitatore che lo desideri può lasciare traccia scritta del proprio passaggio.
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
Sisma del 1976

 
Venzone è anche borgo nel quale notevoli architetture civili si prestano ad arricchire di bellezza il viaggio di chi lo percorra prestando attenzione ai suoi memorabili palazzi, la cucina non mancando di stupire con la tipica pasta fresca e altre pietanze tradizionali, i dolci rappresentativi della zona nella farina di miglio come ingrediente storico e il Friuli Venezia Giulia in generale, attraverso le sue perle di borgata raccontando di un popolo sanguigno e ammirevolmente orgoglioso, il cui legame con la propria terra legandolo alla stessa come un figlio alla propria madre.

Ogni paese è un cuore che batte nel materno corpo della sua terra.
Annamaria Barbera

 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
Il Friuli Venezia Giulia raccontato dallo splendore di alcuni dei tanti borghi: Duino, Gradisca d'Isonzo, Poffabro, Sappada Vecchia, Venzone • Terzo Pianeta • https://terzopianeta.info
 
 
 
 

Skip to content