
“Il venditore di tragedie”, di Giorgia Deidda
Edvard Munch (1863-1944), Love and Pain, 1895
Il venditore di tragedie
di Giorgia Deidda
Da tempo contratto con uno strano signore;
è il venditore di tragedie, vende davvero a basso prezzo.
E’ un affare, quello specchio di carminio,
ma lasciatelo cadere e vi attraverserà per sette volte
macchiandovi il petto di rosso.
Basta un tocco, un gusto, quel sapore acre che avevi dimenticato
ed ecco tutto riapparire, il giorno che ti ingannò
quell’altro in cui è fuggito con il tuo cuore stretto stretto
cinque monete e sarà di nuovo tuo.
I non nati alla finestra, come farli rivivere così
davvero non ci vuole niente. Tornare
a ricomprarsi dopo essersi venduti,
questa sì che è buona! Puoi comprarti
anche il sorriso buttato via cinque mesi fa
per un niente, e far rivivere il tuo cane perso tra i fiori
– signorina, signorina, quante cose ha gettato via!
ma io mi sono persa e non ritrovo più la strada.
Comprerò, se è possibile signore, anche quella, per cercarmi
quando vivrò altrove,
tra le braccia di uno sconosciuto per esempio,
quando annullerò la mia identità nella bocca dell’ennesimo assassino.
Io, mi sono venduta a poco prezzo,
al venditore di tragedie.
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