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“Traffici umani”, poesia di Antonio Asmodeo

 
 

Traffici umani

di Antonio Asmodeo

 

Quante Strade percorse
A dare calci al pedale
O in fila indiana.
Bloccato nei miei passi.
Ad osservare immobile
e sudato, e già stanco,
prima ancora di partire,
la mia libertà soffocata!
Quante soste improvvise
Senza nessuna voglia
Di stare lì,
a consumare gli attimi
che non scegli
solo per aver voluto,
almeno una volta
fare la scelta giusta.
Di startene comodo
Seduto
Con le lucine gialle e rosse
E l’accendisigari
E la musica preferita
Che romba
Nel silenzio della tua tomba fiammante:
nera come il tuo umore
nera come lo scarico che semini.
Chiedendoti ancora
Cosa diavolo sia andato storto.
Ora cammini sul tuo culo Stanco,
trainato da un ingranaggio
sulla grande coperta blu,
a sperare ancora
di sentirti libero di andare
e di lasciarti assassinare,
alla fine dell’attesa,
da un’altra maledetta
inutile,
giornata di rimpianti!

 
 
 
 

Dipinto in evidenza:
Salvador Dalí (1904-1989), Apparizione della città di Delft, 1936