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“Il talento della mediocrità”, lirica del poeta Antonio Asmodeo

 
 

Il talento della mediocrità

di Antonio Asmodeo

 

C’è talento nell’uomo medio.
Il suo coraggio è il coraggio dei muscoli
fibre che tendono all’unisono,
e tirando,
si slanciano perfetti,
nel loro sforzo meccanico.
C’è un uomo medio in ogni casa,
che sa adattarsi,
e si compiace del suo amore
perché sa amare con compostezza,
e si giova del suo odio
perché sa odiare con ragionevolezza.
Non c’è nulla che sfugge
all’uomo medio
e il suo talento è armato,
come pile di calcestruzzo
disegnate ad hoc
per cattedrali di follia.
Ha tanti tetti l’uomo medio
e una porta, da cui non si esce.
Un piccolo pertugio claustrofobico
una trappola di entrate minuscole.
In case tutte uguali.
Con occhi traditori e mani assassine
e tasche colme di portafogli pieni,
e risposte pronte, e carriere luccicanti.
C’è talento nell’uomo medio
C’è così tanto talento da far paura.
Il suo talento è ponderato,
quanto smisurato.
Viatico sicuro di equilibrio,
che anticipa scosse,
che evita terremoti,
al riparo da sorprese.
Ogni opinione è Confuciana
Ogni pensiero, il comune pensiero.
Non troverai geni tra l’uomo medio
Perché la sua forza è calcolata
e i suoi sogni scontati
con paesaggi che riconosceresti ovunque.
Stai lontano dall’uomo medio
Perché farà di te una tavola,
piatta e levigata,
come il culo di un bambino
per specchiarsi come un Re
nel tuo fallimento
più grande:
la singolarità.

 
 
 
 

Immagine di copertina:
Edward Hopper (1882-1967), Hotel Hobby, 1943
Olio 81.9 cm × 103.5 cm. Indianapolis Museum of Art