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“Ricordi perduti”, di Giorgia Deidda

©Sven Scheuermeier, Bright Lone Star

 
 

Ricordi perduti

di Giorgia Deidda

 

Nella stanza bianca, asettica
conversando animosamente, il corpo a metà;
io mi elevo a cielo e sogno d’essere stella
chiusa in una campana di vetro.
Dentro, le storie appiccicose che faticano a districarsi,
ci vorrebbe –
un acido che sciogliesse e mi rendesse
immune
ai dolori, alle intarsiature, alle cose degli altri.
Sembra che i nodi si rattrappiscano per quanto duri,
smaciati e smagriti –
un nodo più piccolo è quello che stringe di più–
e rimango inerme senza possibilità di divincolarmene.
Aspetto,
seduta ed ingombra
lo sciogliersi della vita.