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“Noia”, di Giorgia Deidda

Edward Hopper (1882-1967), East Side Interior, 1922

 
 

Noia

di Giorgia Deidda

 

A mezzanotte l’aria riverberava
In spiragli e lame sottili dalla finestra;
io me ne stavo quatta sul letto ad aspettare
che il soffitto si muovesse e mi rendesse immagini interessanti.
Ma tutto continuava a rimanere imballato
E cieco come un sacco d’aria, senza movenze alcune,
né colpi di scena
che mi potessero smuovere dalla condizione imperturbabile
in cui versavo.
La noia non è che petrolio che si appiccica alla pelle,
non è che
liquido viscoso che tira giù nei meandri della terra
e tu non puoi liberarti, rimani
incollata al suolo senza possibilità di divincolartene
risucchiata delle speranze, bianca, asettica.