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“Di orizzonti e (fr)onde”, di Claudia Brugna

 

Di orizzonti e (fr)onde

di Claudia Brugna

 

Parlò al cielo, alle sue sfumature,
ne violò il mistero, celato al mondo,
caricò al tramonto bagagli di paure,
pronta a cascare nel suo girotondo.

Si volse alle nubi con fare sognante,
ne bevve la pioggia, sputandone sale,
di lacrime andate, di cuore tremante,
di raggi solari come fossero scale.

Gradini di fuoco dai nuovi germogli,
concessero all’animo nuovo respiro,
ridiedero forza le onde agli scogli,
scossero l’ego, aggiustandone il tiro.

Rifiorirono nomi, riaffiorarono intese,
riconcimarono lievi, vite ed affetti,
svernarono parole senza pretese,
ripresero risa e vocaboli schietti.

Vecchie finestre, nuovi orizzonti,
menti consce di gesta puerili,
distanze funambole, pianure e monti,
nomadi pensieri, fra sassi e monili.

Imparò dagli alberi, dal loro destino,
quel farsi spalla a tempeste e venti,
fronde generose di rugiada al mattino,
padri notturni di nidi dormienti.

Custodi di storie, d’immensi universi,
cortecce stoiche, di rami flautati,
carezze come foglie, animi tersi,
sinceri e magnanimi, firmamenti rosati.