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“Bianco asettico”, di Giorgia Deidda

 
 

Bianco asettico

di Giorgia Deidda

 

La casa era antica, piena di muschio.
L’aria gelida faceva da sfondo
mentre mi avvicinavo piena di paura;
un brivido mi percorse la schiena e seppi,
proprio in quel momento,
che ogni cosa era ritornata al suo posto.
Non riuscii a capire come,
ma era proprio così, doveva esserlo.
Tutto ciò che mi aveva portata lì,
la mente distorta, l’impressione che le idee
fuggissero da me e mi obbligassero
ad uscire dalla testa per poterle riacchiappare
e riportarle dov’erano,
il nevischio che mi faceva piangere,
la bellezza che mi faceva sciogliere e piangere,
la gente normale che mi faceva ridere dal disgusto,
tutto quello che non era ricomposto,
improvvisamente mi riportò in me stessa,
e la consapevolezza prese il sopravvento;
ero ridiventata io, nessun altri che io, Giorgia,
ed ero di nuovo con me.