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Vista dal campo di fragole

 
 

Vista dal campo di fragole

di Marco Bo

 
 

Vorrei
vorrei è un bel verbo
pulito
fresco come un sorso d’acqua

Vorrei che qualcuno raccontasse la mia storia

Io sto piegato faccia a terra
raccolgo frutta fresca,
fragole fantastiche!

ma così tante fragole che arrivato a sera,
e a sera in qualche modo ci arrivo in questo stesso posto
perso nelle periferie del mondo da dieci anni ormai,
arrivato a sera le mie mani sono rosse
di un rosso vivo acceso
rosso sangue

e adesso mentre parlo con me stesso,
giro la testa per un secondo perché nessuno se ne accorga,
e ti vedo fermo sul bordo dell’autostrada,
apri la portiera della macchina
fai scendere il tuo cane e tuo figlio

Il tuo cane mi vede in lontananza
e annusa l’intenso profumo di fragole nel vento
e poi abbaia
tu lo richiami, ti accendi una sigaretta con calma,
chissà a cosa pensi,
forse alla strada che manca per arrivare a casa,
forse al lavoro, forse alla spesa
oppure, forse pensi a quel bel pacchetto incellophanato
pieno di fragole sul bancone nel reparto frutta e verdura del supermercato

e ti senti sollevato,
e sì perché la plastica e il polistirolo
attutiscono i rumori di queste dimenticate periferie del mondo…

Vorrei
vorrei è un bel verbo
pulito
fresco come un bel sorso d’acqua sotto questo Sole pallido
in questa arsura su questa infinita pianura di minuscole piantine color verde smeraldo,
vorrei che
qualcuno raccontasse la mia storia

Io sto piegato faccia a terra
con un cappello a visiera schiacciato in testa
e un panno umido che mi arriva fino alla schiena per
ripararmi dal Sole
mentre raccolgo frutta fresca, fantastiche fragole
da mattina a sera

da mattina a sera
fantastiche fragole,
non so nemmeno che sapore abbiano queste fragole!
non voglio saperlo
non mi interessa più

Prima di passare la frontiera sì che mi interessava quel sapore misterioso
ma adesso no,
adesso penso soltanto ad arrivare a sera

Arrivare a sera
e mandare i soldi a casa

Arrivare a sera
e mandare quel poco che rimane a casa

Arrivare a sera
mi fa male la schiena

La schiena…
sento alla radio le notizie,
dicono di un muro lunghissimo
che verrà alzato per dividere la terra di qua
dalla terra di là

Un muro,
cosa vuoi che sia un muro dopo che uno ha attraversato il deserto intero!
Centinaia di kilometri sotto il Sole
masticando sete polvere e paura di finire con un pallottola in testa
cosa vuoi che sia…

e poi giro lo sguardo, ti osservo e penso

Ma come fai tu a non sapere che
quel muro non è per tenere fuori me,
no
come vedi io sono qui!
piegato sulla schiena con la faccia a terra
raccolgo fragole
le fragole più belle del mondo,
così belle e brillanti che sembrano di ceramica

Io sono qui
perché così conviene

E quel muro?
Quel muro è per te!
per rinchiuderti, per mantenerti prigioniero,
per non farti vedere niente!

Hai finito la sigaretta,
butti il mozzicone per terra,
il tuo cane salta in macchina
tuo figlio si lamenta,
è un po’ stanco ma si mette la cintura di sicurezza
tu lo rimproveri, blocchi la portiera con la chiusura centralizzata
accendi l’aria condizionata
e chiudi il mondo fuori
fuori!

Là fuori
tu non mi hai visto
oppure hai fatto finta di non vedere,
forse stai ancora pensando a quel bel pacchetto di fragole incellophanato
che ti aspetta sul bancone
nel reparto frutta e verdura del supermercato…

e pensare che pochi metri ci separano,
tu potresti saltare il guardrail e arrivare fino qui da me
per prendere dal cesto che ho qui al mio fianco una fragola rossa
dalle mie mani rosse
e poi potresti prenderne un’altra per tuo figlio,
e un’altra ancora per tua moglie che a casa ti aspetta

Potresti addirittura inginocchiarti
e raccoglierla tu stesso dalla pianta

e io ti sorriderei contento, sì!
Perché poi quel sorriso non toglierebbe niente a me

e invece io sono convinto che di quel sorriso negato
prima o poi tu sentirai la mancanza
succederà quando meno te lo aspetti,
così per caso una mattina mentre davanti allo specchio
ti guarderai e cercherai di riconoscerti
e di ricordare i tuoi sogni
sogni

Ma non è possibile,
siamo a pochi metri di distanza eppure
è come se ci trovassimo in universi paralleli in due diverse dimensioni,
e come se un muro invisibile ci separasse…

e così per il momento tu cancelli quel pensiero
di saltare e arrivare fino a qui
e di nuovo pensi a quella bella confezione
che troverai pronta per te al supermercato e ti senti sollevato
perché la plastica e il polistirolo attutiscono i rumori
di queste dimenticate periferie del mondo

Lungo un’autostrada
che porta ad una qualsiasi indifferente fragile preconfezionata
e solitaria
fine…