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“La stagione delle viole”, poesia di Mirela Stillitano

 
 

La stagione delle viole

di Mirela Stillitano

 
 

A questo volto di pietra che non soffre
l’usura degli elementi né l’insidia
dei modi ruffiani della parola,
non accordare fiducia di superficie.

Il petrolio che cola dagli occhi sfugge
la comprensione ambigua dei sensi.

Tutto mi attraversa in modo diverso
dalle controfigure che colmano d’aria
qualche centimetro di terra e si saziano,
se la vita offre solo blandi pizzicotti.

Io vivo talvolta nel microcosmo
della polvere che solletica i ragni
tra i pertugi delle case.

In me ripudia le lacrime, la minuziosa
meraviglia con cui si apre per mostrarsi,
in larghi e segreti sorrisi,
l’universo dei fragili,
con le stelle sottratte al cielo
nella stagione delle viole
per accendere le vene dei polsi.