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“Silenzi nei gusci di conchiglia”, poesia di Mirela Stillitano

 
 

Silenzi nei gusci di conchiglia

di Mirela Stillitano

 
 

Taci e tace il fiore dentro al seme
rapito da una girandola di scirocco.

A nulla vale,
silente compagno,
serrare tra le labbra le parole,
come perle racchiuse nelle valve,
se dalla tua bocca chiusa,
mi alita sulle ciglia con il fiato
salmastro degli oceani
l’imperativo di non lasciarti solo.

Mi bruci negli occhi e non lacrimo
per non farti andare via.

Cosa si prova, ti domandai,
a sentire il richiamo straziante del volo
se si è dotati di ali di piombo?

S’allenta il pugno d’ombra sollevato per ferirci
e cade con il tuo silenzio
la gemma luminosa del nuovo giorno,
nel solco lasciato dai nostri passi
sepolti sotto gusci di conchiglia
e scheletri di barche.