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“Riflessi”, poesia di Libero Alearno

M.C. Escher, Occhio, 1946

 
 

Riflessi

di Libero Alearno

 
 

Bieco è il passo su cuore altrui.
Rintocco su legno marcio,
senza sentire gli spasmi, neppure il dolore.

La sete di sangue,
che al proprio si mischi,
perché più lieve sia l’acre fetore.

Tenere lontane le grida,
se pur d’un’anima che tenta la vita.

Anima soppressa dall’ego,
dalla brama, dalla propria idolatria,
e quella d’ogni dio, usato, osannato,
grembo ipocrita, dalla putrida magia.

Aria che manca,
aria che manca nel vuoto e nella fuga.

Ma restano orme sopra la terra.

Lama brandita che non ha pena,
solca la carne, fin a trovarsi di fronte,
il ventre del cuore che apre.

Profondo come gli abissi,
avvolto d’acqua e danze di riflessi.

 
 
 
 

Foto: M.C. Escher, “Occhio” (1946)