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“Linfa”, poetico esistere di Giorgia Deidda

 
 

Linfa

di Giorgia Deidda

 
 

Non sai cos’ero io prima di nascere,
grumo di sangue imperpetuo che respirava l’infinito
e poteva l’infinito perché
infinita potenza di grammi di nero
E poi la luce bestiale che ha accecato
l’infinita tranquillità, l’assurdo silenzio
spazzato via come big bang
e l’esplosione che ha soffiato nel mio petto sgualcito
Io che mi contorcevo
-non sapevo nemmeno cosa volesse dire respirare a stento –
quando amori impossibili nascono tra le tue labbra
e aspetti di vivere come il sole che brucia
stella nana incapace di guardare in alto,
costretta a guardare il fango sopra le ginocchia.
Passi a stento
quando si vorrebbe vivere
come i grandi astri e le montagne
Radici a terra, ancorate al principio divino
e foglie chiomate che baciano il cobalto.