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Il Canto degli Angeli

Il Canto degli Angeli

(Thomas Amadei)

 
 

Risuona nell’aria
di un freddo pomeriggio d’autunno,
una leggera pioggia si mischiava
con le ossa ghiacciate di un moribondo.

Mani tremavano sul viso umido,
gli occhi guardavano ma non potevano,
il calore delle parole
faceva crollare il senso dei però.

Il dolore esplodeva feroce
il panico bruciava ogni proposito,
bugie di sopravvivenza sgretolavano sicurezze,
caduti all’improvviso nel baratro
l’oscurità nascondeva il viso
le mani infreddolite dalla sera,
cercavano un sollievo dalle pene,
pietosa dimostrazione di forza.

Rabbrividiva fin nel profondo
crollata ogni certezza si ritrovano
ossa nude rattoppate di incertezze.
Una piccola luce infonde calore
gli occhi riprendo a vedere
le mani sono tornate a stringere.

Una canzone si libera nell’aria,
Leonard Cohen ci canta il suo mantra
il piccolo scribacchino chino sul quaderno
prende la penna…

nella quiete della notte
abbracciato al suo angelo
inizia a scrivere il suo hallelujah…

 
 

Magritte, “Gli Amanti”