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Di rifiuti e gentilezza

 
 

Di rifiuti e gentilezza

di Claudia Brugna

 

Centro città.

Metà pomeriggio.

Appuntamento fisioterapico giusto per dare una botta di vita alla mia postura sbilenca. Poco meno di una decina di sacchi dell’immondizia,si appoggiano quieti al muro dello stabile vicino al quale ho parcheggiato l’auto.

Misura extra large.

Rigorosamente non differenziati. Più che il mondo del riciclo un universo variopinto,che se fosse un film potrebbe intitolarsi: “Sfumature della casualità: cinquanta tipologie di materiali alla ribalta”. Si esce in retro. Mentre parto,un signore che sta arrivando a piedi scuote le braccia in segno di avviso. Comprendo il suo linguaggio corporale nello stesso istante in cui un sonoro “PUFF!” mi risuona sotto le ruote.

La decina di sacchi ha probabilmente perso un’unità.

Che si è azzerata sotto i miei parafanghi. Giusto perché la matematica non resti un’opinione,arretro e scendo per capire in quante frazioni si è diviso l’intero e riscopro i millesimi.

Carte, bottigliette, lattine e pezzi di ferro, danzano ai miei piedi in un girotondo di colori.

Tutti giù per terra!

Chiedo a mia figlia di recuperare una scopa.
Mi ritorna attrezzata con paletta e guanto usa e getta.

Azzurro,per la precisione. Come i suoi splendidi occhi.

Seppur orgogliosa del suo senso civico,la invito a non raccogliere nulla a mano. Scena in atto: io che accatasto con la scopa i millesimi al muro,lei che li ammucchia trascinando la paletta. Unico inconveniente le auto che passano in continuazione. Si fermano un istante e poi transitano impietose frazionando in pochi minuti l’intero su tutta la via. Cinquanta metri di rifiuti sul grigio dell’asfalto,senza sfumatura alcuna.

E perché mai avrebbero dovuto attendere che una sfigata con prole a seguito finisse di pulire…suvvia! Cordialità dei tempi addietro. Almeno un timido: “Mi scusi,passo sopra il tutto perché ho premura!” mi avrebbe scemato la pena. Accumulato l’universo alle bene meglio a bordo strada,telefono al servizio gestione rifiuti per richiedere un intervento,raccontando il misfatto con tanto di mea culpa e dispiacendomi dignitosamente dell’accaduto.

Il sopralluogo mi viene immediatamente garantito da una signora deliziosamente cortese. All’apparenza stupita di una telefonata che probabilmente non farebbero in molti,mi comunica col suo tono di voce una premura ed una disponibilità encomiabili.

M’innamoro.
Della sua affabilità.

Tra me e la gentilezza c’è sempre stato un colpo di fulmine. La ringrazio. Di lì a poco la strada viene ripulita. L’intero si ricompone. Parcheggio di fretta e corro dal fisioterapista. Ne esco meno sgangherata. E più leggera nella falcata.

A tuttotondo.

Come tonda è la cifra stampata sulla multa che nel frattempo ho preso lasciando l’auto di fretta nelle strisce azzurre.

Lo stesso azzurro del guanto. E dei cerotti che ho sulla schiena. Come gli occhi di mia figlia. Sfumatura più,sfumatura meno. Sono occhi gentili…e questo mi basta. Dopotutto,una meravigliosa giornata si può materializzare anche fra chili di spazzatura multicolor.