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Carlos García Montoya, la rivoluzione del Flamenco

 
Nipote del celebre Ramón Montoya, il 13 dicembre del 1903, a Madrid, nasce Carlos García Montoya, virtuoso della chitarra che contribuì significativamente alla diffusione del flamenco in tutto il mondo.

Ingiustamente dimenticato dopo la morte, avvenuta il 3 marzo del 1993, è la madre ad impartirgli le prime lezioni, per poi continuare a studiare con tale “Pepe el Barbero”, mostrando immediatamente un talento naturale per lo strumento, tanto che a soli 14 anni, si esibisce in vari locali della capitale spagnola.

Nel 1928 incontrò Antônia Mercé, una ballerina a tutti nota come “La Argentina”, e dopo essersi unito alla sua compagnia, rimase con lei per tre anni, viaggiando in tutta Europa.

Fuori dal vecchio continente, si spinse per la prima volta nel 1933 esibendosi negli Stati Uniti ed in estremo oriente, pochi anni dopo sarà la volta dell’America Latina insieme alla ballerina e coreografa Encarnación López e in seguito fu in Giappone, dove riscosse un successo enorme tanto che gli fu offerta una cattedra all’Università di Tokyo.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Montoya si trasferì negli Stati Uniti ottenendo la cittadinanza e alla vigilia della sua naturalizzazione si esibì alla Casa Bianca su invito del presidente Truman
A New York conobbe Sallie MacLean, una ballerina di flamenco con la quale iniziò a far coppia, per unirsi a lei in matrimonio il 4 maggio 1940.

Alla fine degli anni ’40, su suggerimento di sua moglie, Montoya decise di allontanarsi dalla tradizione e fondare la chitarra flamenca come forma d’arte musicale a sé stante, non senza andare incontro alle critiche dei più tradizionalisti.

Le sue chitarre appositamente costruite includevano piastre di metallo, che gli permettevano di battere vigorosamente le dita sul corpo dello strumento, andando ad imitare il colpo dei tacchi dei ballerini.

Il suo stile è unico, inconfondibile è il suono, con corde leggermente rilasciate.
Il “golpe“, il colpo effettuato con uno o più di un dito sulla cassa, il “rasgueo“, letteralmente raschiato, tecnica che prevede strappi e appunto raschiate sulle corde, così come il “legato ascendente“, in Montoya raggiungono l’apice.

Carlos Montoya riscrive la storia del flamenco, entrando a far parte di coloro che hanno contribuito al moderno stile di questa musica popolare, influenzando ed ispirando artisti come Steve Howe, Robbie Krieger e Eddie Van Halen.