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Brian Epstein, l’uomo che inventò i Beatles

Il 24 Gennaio del 1962, senza alcuna precedente esperienza come agente, Brian Epstein firma un contratto con i Beatles diventandone manager, senza di lui, probabilmente non ci sarebbero stati i quattro scarafaggi o almeno, non come li abbiamo conosciuti.
 
Pillole Quotidiane, Brian Epstein
 
Nato a Liverpool il 19 settembre del 1934, Brian Epstein cresce in una famiglia agiata, i genitori Malka Hyman e Herry Epstein, entrambi di religione ebraica, possedevano un’azienda avviata dal nonno paterno Isaac, un immigrato originario della Lituania (al tempo facente parte dell’Impero Russo) che a fine 800 giunse in Gran Bretagna avviando un negozio di arredamento al numero 27 di Anfield Road.

Negli anni 30 fondò la Epstein and Sons ed ampliò il giro d’affari acquistando alcune attività adiacenti, tra cui il North End Music Stores (NEMS), negozio di strumenti ed edizioni musicali situato al 62/72 di Walton Road e dove James McCartney, padre di Paul, acquistava pianoforti.

Durante la seconda guerra mondiale Brian Epstein si trasferì a Southport per studiare, ma due furono gli istituti scolastici da cui si fece espellere a causa dei risultati, la scuola non era il suo passatempo preferito e altre cinque ne frequenterà prima di abbandonare definitivamente gli studi a 15 anni, per andare a lavorare nel negozio di famiglia, con una retribuzione di 5 sterline a settimana.

Rivelò innate capacità di venditore, tanto che al ritorno dal servizio militare, terminato in anticipo perché ritenuto emotivamente e mentalmente non idoneo, lo vide congedarsi , il padre lo promosse direttore del NEMS, che nel frattempo aveva ampliato il commercio proponendo riviste, set wireless e dischi per grammofono.

Nel settembre del 56 andò a Londra a trovare un amico, ma appena il tempo di arrivare e soldi, documenti, qualunque oggetto avesse con sé, gli furono rubati. Epstein non voleva che i genitori lo venissero a sapere, decise così di trattenersi in città il tempo necessario per racimolare quanto bastava per comprare un biglietto del treno e tornarsene a Liverpool.

Lavorò in un magazzino e una volta casa riprese il suo posto al NEMS dove tra gli altri, vendeva il Mersey Beat fin dal primo numero del 6 luglio 1961. Si trattava di un magazine fondato da Bill Harry, compagno di classe di John Lennon al Liverpool Art College, che riportava notizie circa la scena musicale locale.

Il Mersey Beat era strettamente collegato ai Beatles, riportava aneddoti, foto, aveva persino pubblicato alcuni scritti di Lennon e considerato l’interesse per la musica, Epstein domandò a Harry se avrebbe potuto avere un suo spazio nella rivista e nel terzo numero, uscito il 3 agosto del 1961, apparve la sua prima colonna.

Con ogni probabilità fu proprio Harry a suggerirgli di andare a vedere i futuri Fab Four al Cavern Club e d’altra parte, Epstein non avrebbe neanche dovuto fare troppa strada, dato che il locale si trovava al numero 10 di Walton Road (dov’è tutt’oggi), a due passi dal NEMS.

Nel 1995, Alistar Taylor, per anni assistente di Epstein rilasciò un intervista in cui descrisse quella prima volta da spettatori:

“Era pieno zeppo, ci siamo seduti in fondo piuttosto imbarazzati e improvvisamente, mi sono accorta che stavo tenendo il tempo con il piede. Odiavo la musica pop e Brian la odiava più di me. Dopo un po’ mi chiese cosa ne pensassi, dissi che li trovavo orribili onestamente, ma assolutamente incredibili e lui mi rispose: “E’ esattamente quello che provo anch’io. Credi che dovrei gestirli?”. E ho detto, sì”.

Il 10 dicembre del 1961, Dopo una prima riunione tenuta il 10 dicembre del 1961, il successivo 24 gennaio a casa di Pete Best, batterista del gruppo prima dell’avvento di Ringo Starr, fu firmato un contratto quinquennale che faceva di Brian Epstein il manger dei Beatles.

“Non avevo mai avuto a che fare con la gestione di artisti pop prima di allora – ricorderà Epstein – era un mondo abbastanza nuovo, per me. Sono rimasto immediatamente colpito dalla loro musica, dal ritmo e dal senso dell’umorismo che mostravano sul palco ed anche in seguito, quando li ho incontrati, sono rimasto colpito dal loro fascino personale ed è stato proprio lì che tutto è iniziato”.

Epstein si mise al lavoro per cercare un’etichetta discografica contattando la Les Cox, la Philip Records, la Oriole, nessuna mostrò il minimo interesse, cosicché si rivolse a due tra le più importanti, la Decca e la EMI.
Nonostante l’entusiasmo e una prova di registrazione, la Decca rifiutò e non meglio reagirono i manager che si occupavano delle etichette pop affiliate alla EMI, Norman Newell, Norrie Paramor e Walter Ridley.
I tre non concessero neanche un’audizione al gruppo, all’appello però mancava George Martinmanager della Parlophone, etichetta tedesca fondata nel 1896 da Carl Lindstrom, poi rilevata nel 1927 dalla Colombia, la quale quattro anni più tardi si fuse con la Gramophone dando vita alla Electric & Musical Industries Ltd, la EMI.

La Parlophone però, non era un etichetta orientata verso la musica pop, ma dietro pressioni di Epstein, George Martin concesse loro un’audizione e benché a suo dire fossero “orribili”, nel giugno del 1962 li mise sotto contratto.
In seguito affermerà che ciò che lo convinse maggiormente, fu proprio l’entusiasmo di Epstein, il quale, si premurò anche di cambiare radicalmente l’atteggiamento sul palco dei quattro ragazzi, vietando loro di fumare, di darsi un contegno e di indossare quella “divisa” in giacca e cravatta con cui si faranno conoscere dal mondo intero.
Erano nati i Beatles.

Il 27 agosto del 1967, a causa di una dose eccessiva di Carbromal, un ipnotico-sedativo, Brian Epstein viene trovato morto nella sua camera da letto, aveva 33 anni. Nello stesso anno, il farmaco verrà bandito dall’Unione Europea.