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Blog dei Lettori: “Lavoratori e Pensioni Precoci”

 
 

di Giovanni Villa

 
 
Lavoro dall’età di 13 anni, sono un “lavoratore precoce”, come ci chiamano e come tutte le persone che hanno passato una vita intera nei cantieri o comunque svolgendo mestieri particolarmente usuranti, ritengo che già 40 anni di lavoro rappresentino un traguardo oltre il limite sopportabile, tanto fisicamente quanto mentalmente.

Adesso l’Ape sociale, non fa altro che confermare quanto la politica sia sempre più lontana e disinteressata dalla gente comune e quanto sia profonda la differenza di trattamento tra cittadini e politici.

I lavoratori sono stanchi, i pensionati sono stanchi.
 
Pensioni mario monti elsa fornero
 
Monti e Fornero hanno “salvato” l’Italia con i soldi dei pensionati e di chi aveva cominciato a lavorare a 14 o 15 anni. Adesso si sono inventati “il prestito“?

La Rai, nel servizio mandato in onda per spiegare il funzionamento dell’Ape sociale, ha avuto il coraggio di dire che «piace agli italiani», vista la grande richiesta!
Ma su che pianeta vivono?

Un numero sempre più alto di persone vive in condizioni precarie o indecenti, è chiaro che chi può, pensa di ricorrere al “prestito”, il prestito sul quale pagare interessi di soldi già versati, già versati!

Basta guardare chi potrà accedervi, per capire che è una presa in giro.
Si deve avere 63 anni ed essere in condizioni di bisogno, mentre per i lavoratori precoci, si parla di 41 anni di contributi versati, 10 mesi in meno dei non-precoci.

Una vergogna e una vergogna è ancora non tener conto della differenza fra i mestieri.
La vita si è allungata per chi ha soldi e vita facile da sempre, per gli altri si è allungata la lista dei problemi da affrontare!

Non si tratta di Renzi, Di Battista o Salvini, per quel che ormai ho visto in tanti anni, non so più distinguere colori o bandiere, vedo solo persone che si preoccupano di loro stessi.
Stipendio assicurato, pensione assicurata. Loro possono, possono tutto, noi no.

Noi non possiamo più nulla e la crisi, la grande crisi, sembra sempre più una menzogna dietro la quale nascondere soldi che mancano sempre e solo per una parte. La nostra.

Populismo?
Ormai tutto è populismo, quando però riguarda “gli altri”.

Già adesso, guardare quelle code agli sportelli, gente che ha retto gli ultimi anni della propria vita svolgendo “mansioni gravose“, per una pensione troppe volte indecorosa, è straziante, figuriamoci ora che la domanda deve esser fatta entro il 15 luglio.

Ai 41 anni, gli ottimisti dicono che ci arriveranno in 25mila, peccato siano almeno 80mila i lavoratori precoci.

Ma c’è tempo, c’è sempre tempo per loro al Palazzo.
E allora torniamo sulla gru, torniamo a conciare pelli torniamo alle fabbriche di veleno, per stipendi al veleno e contratti come quelli che stanno implementando per i giovani, costretti ad accettare tutto, qualunque abuso per non sentirsi rifiutati.
 
Pensioni precoci, le chiamano. Ma quali precoci, dopo 41 anni di lavoro.
Quelle degli “onorevoli” cosa sono, prenatal?
 
pensioni
 
Non posso neppure esprimermi con le parole che vorrei usare.
Attirerei le ire degli esteti, quelli che non sentono cosa dici, ma come lo dici.

La sostanza resta e è quella che vuole la tanto banale, ma sempre attuale “guerra fra poveri”.
Perché questo stanno ottenendo.
Oppure vogliamo convincerci che anche gli immigrati non li vediamo di buon occhio, per una più o meno apparente differenza di trattamento?

Il debole è nei guai, perché è solo.
Ce ne freghiamo l’uno dell’altro, i politici sanno solo parlare, insultarsi e noi gli stiamo andando dietro, convinti che ai Governi lavorino per noi, convinti che…convinti insomma.

Forse sono solo stanco, forse sarebbe ora di andar in pensione.