Dante Alighieri

Divina Commedia: Inferno, Canto II

Dopo l’incontro con Virgilio, l’apertura del secondo canto avviene al tramonto d’un venerdì santo, durante il quale, Dante, in procinto d’intraprendere la discesa agli inferi, sente la necessità d’invocare le Muse.
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Divina Commedia: Inferno, Canto III

Rincuorato dalle parole di Virgilio e posti dunque i suoi passi dietro quelli della spirituale e rassicurante guida, Dante raggiunge la porta dell’inferno: «Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate».
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Divina Commedia: Purgatorio, Canto II

Dante e Virgilio, sulla spiaggia del Purgatorio a rifletter sul cammino da intraprendere, vedono una luce stagliarsi dal mare e il maestro, dopo attimi di silenzio, invita il discepolo ad inginocchiarsi e congiungere i palmi delle mani, in quanto ciò che rapidamente sta andando loro incontro, è un angelo del Paradiso.
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Divina Commedia: Purgatorio, Canto III

Davanti alla montagna del Purgatorio, Dante nota esser la sua l’unica ombra proiettata dal sole sul terreno, benché Virgilio gli sia accanto e leggendo in tal segno la possibilità che il maestro l'abbandoni, è assalito da timori.
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Divina Commedia: Paradiso, Canto I

Attraverso la Sfera del Fuoco, confine tra mondo sublunare e Cielo, Dante, ormai purificato dalle sante acque dei fiumi Lete ed Eunoè, a fianco dell'amata Beatrice inizia l’ascesa al Paradiso.
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Divina Commedia: Paradiso, Canto III

Nel Cielo della Luna, Dante e Beatrice incontrano gli spiriti difettivi, ossia coloro che in vita trascurarono o non esaudirono i voti pronunciati e fra essi, vi trovano Piccarda Donati, la quale, dopo aver illustrato i gradi di beatitudine e la promessa lasciata disattesa, indica l’anima di Costanza d’Altavilla, dipoi svanendo al canto Ave, Maria.
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