Arte, Ambiente, Cultura e Informazione

Mario D’Agata, la storia di un piccolo grande campione

 

A sud est della Toscana, Arezzo è un capoluogo che può vantare i natali di molti personaggi che hanno contribuito a far dell’Italia un paese d’arte e cultura, nomi celebri come Petrarca, Vasari, Pietro Aretino proseguendo con Spinello, Guido monaco, fino a Piero della Francesca o Michelangelo Buonarroti.

In terra di giganti, seppur lontana dal concetto canonico, c’è una storia colma d’arte e di poesia ed è scritta tra le corde dei ring di un pugilato ch’è stato serbatoio di passione, fonte romantica ed ispiratrice di numerosi capolavori del cinema e della musica internazionale.

E’ la parabola umana e sportiva di un piccolo grande campione che se la vita l’ha presa a pugni, l’ha fatto con la dolcezza ed il sorriso di un bambino, un bambino sordomuto dalla nascita, che scriverà una delle più belle pagine della boxe.

Mario D’Agata nasce il 29 maggio del 1926 e all’età di 7 anni viene mandato in un istituto per sordomuti al fine di ottenere la licenza elementare, periodo durante il quale impara anche il mestiere d’intagliatore del legno e decorazione della ceramica. Ma è a 18 anni, mentre assiste per la prima volta ad un match di pugilato, che scopre l’amore per quella disciplina sportiva.

Inizia così a frequentare la palestra e dopo più di cento incontri tra i dilettanti, nel 1950 decide di far domanda per ottenere la licenza necessaria per passare al professionismo, autorizzazione che prima di allora nessun sordo aveva richiesto.

Mario D'AgataD’Agata a volte non percepisce il gong di fine round e la Federazione Pugilistica Italiana si trova costretta a negargli la concessione.
L’affetto dei concittadini, un legame mai svanito nel tempo per quel ragazzo caparbio e umile come la sua terra, non si fa attendere e da vita a un tumulto popolare che – forte anche di una campagna stampa a favore – costringe la Federboxe a rivedere la decisione presa in precedenza.

All’età di 24 anni, il 14 ottobre del 1950, a Siena, Mario vince il suo primo incontro da professionista contro l’italiano Giuseppe Salardi.
Il primo appuntamento con la storia avviene però tre anni più tardi, il 26 settembre del 1953, quando al Teatro Politeama di Arezzo, si combatte per il titolo dei Pesi Gallo. L’avversario, il venticinquenne Gianni Zuddas alla nona ripresa si arrende ai colpi di Mario D’Agata, l’aretino è Campione d’Italia.

Due anni più tardi, nel 1955, il pugile è pronto a combattere per il mondiale, ma durante una lite tra il padre e un conoscente, vengono esplosi due colpi di fucile che raggiungono in pieno petto il campione.
Salvo grazie alla madre che tenta di far da scudo, viene ricoverato in condizioni gravissime, ma D’Agata non si arrende neanche questa volta e tre mesi dopo è pronto a combattere nuovamente.

Mario D'Agata

E’ il 29 ottobre del 1955, in palio stavolta c’è la corona europea, a far da cornice all’evento è il Palazzo dello Sport di Milano e l’avversario è il ventinovenne Andre Valignat che al momento aveva un record personale di 58 vittorie, di cui 12 per K.O., su un totale di 78 incontri.

Guardia ortodossa e una muscolatura potente quanto tenace l’animo, Mario D’Agata ha combattuto come uomo, poi come atleta, superando gli ostacoli con un sorriso che niente è riuscito a scalfire, un sorriso che nasce all’unisono in quegli occhi svelti e gentili, che si spalancano di gioia in quel sabato d’ottobre.

Il match è sulle 15 riprese e D’Agata, che arriva da una serie di 14 vittorie, già al 5° round si aggiudica l’incontro e sale sul tetto d’Europa.

Pochi mesi dopo, il 29 giugno del 1956, allo Stadio Olimpico di Roma, il pugile aretino ha davanti a sé il 26enne franco-algerino Robert Cohen, è il campione del mondo in carica. I due si erano incontrati già due anni prima, il 15 maggio del 1954 e D’Agata, era uscito sconfitto ai punti alla 10° ripresa, ma questa volta la storia andrà diversamente. Attacca a testa bassa, quasi mai abbandona il centro del ring, incassa e sferra colpi ai fianchi, al volto e al 7°round, Cohen cede. Una folla di oltre 30.000 persone, si stringe attorno al nuovo campione, sospinto da torce infuocate e grida, Mario quasi incredulo restituisce baci e quelle voci che lo acclamano, le ascolta con il cuore.

Mario D'Agata

Mario D’Agata è Campione del Mondo versione WBC

Dopo Primo Carnera nel 1933, D’Agata è il secondo pugile italiano di tutti i tempi e l’unico sordomuto ad aver conquistato il titolo più prestigioso. Con 54 vittorie, 22 delle quali per Knock Out, 3 pareggi e dieci incontri persi, concluderà la carriera nel 1962 senza mai esser andato al tappeto.