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L’arte di amare di Erich Fromm: il libro che insegna l’amore

 
 
L’arte di amare di Erich Fromm (1900-1980) è un libro che stravolge e scardina molte delle credenze popolari che si hanno sull’amore.

La premessa fondamentale è che amare non è un processo automatico e di certo non è per tutti, in quanto richiede coraggio, azione, impegno, maturità e un alto senso di umiltà e consapevolezza.

A tal riguardo, Fromm spiega che l’arte di amare si discosta dalla esigenza di essere amati per paura della solitudine e specialmente dall’attaccamento nevrotico a un’altra persona.

Queste sono le cosiddette forme di pseudo-amore, che non soddisfano appieno né la persona amata né la persona che ama.

Amare vuol dire molto di più, e nel libro Fromm ce lo fa capire definendo le varie sfaccettature dell’amore considerandole anche all’interno del quadro sociale ed economico moderno.

 

L’arte di amare e le varie sfaccettature dell’amore

Secondo Fromm «l’amore non è soltanto una relazione con una particolare persona, è un’attitudine, un orientamento di carattere che determina i rapporti di una persona col mondo».

A differenza di quanto si possa credere, dunque, l’amore non ha un singolo “oggetto” ma è prima di tutto un’inclinazione a essere aperti al mondo e attenti ai bisogni degli altri.

Chi ama veramente ama anche i suoi simili e ama la vita, e non esiste amore vero laddove qualcuno odi o sia indifferente a ciò che è al di fuori di una particolare relazione.

In altre parole, l’arte di amare ha diverse sfaccettature e componenti, la prima tra le quali è l’amore fraterno.

 

Amore Fraterno

«L’amore fraterno si fonda sul principio dell’unione con i nostri simili».

Amare il prossimo qui non è soltanto un principio cristiano, ma anche la capacità di andare in profondità, di scorgere all’interno dello straniero, o dello sconosciuto, tutti quegli aspetti mentali, caratteriali ed esistenziali che lo rendono uguale a noi.

Il perno dell’amore fraterno è dunque l’empatia, quella capacità unicamente umana di provare ciò che prova l’altro, di comprendere la sofferenza dei più deboli, di sospendere il giudizio per creare un rapporto di comprensione e tolleranza.

Un amore del genere sarebbe estremamente utile a risolvere le comunissime situazioni di conflitto, infelicità e tensione che si vedono ovunque al giorno d’oggi, perché non solo con l’amore fraterno si possono superare l’isolamento dagli altri, l’ansia e il sospetto.

Esso è una componente fondamentale dell’arte di amare in quanto fornisce il fertile terreno dal quale l’amore individuale può poi crescere e prosperare.

 

Amore Materno

L’amore materno è la prima forma di amore di cui il bambino fa esperienza.

Il modo in cui ognuno di noi è amato nell’infanzia può determinare il corso della nostra vita e certamente condiziona la nostra capacità, o incapacità, di amare, o di essere amati, in futuro.

Nell’arte di amare la madre che ama veramente il bambino è la madre che è anche in grado di distaccarsene, che è attenta alla sua evoluzione personale e che ha a cuore la sua crescita e piena maturazione.

L’attaccamento eccessivo e l’ansia, nell’amore materno così come in quello romantico, più che essere delle manifestazioni di amore intenso sono degli elementi altamente distruttivi per lo stesso.

Amare è una situazione che, in tutte le sue forme, può solo avvenire se le due parti mantengono un certo livello di indipendenza e, nello specifico rapporto tra madre e figlio, questo livello di indipendenza può essere raggiunto solo se la madre abbandona il suo narcisismo e riesce a considerare il figlio come un essere separato da lei.

L’errore che fanno molti genitori, secondo Fromm, è invece quello di proiettare sui figli le loro frustrazioni e le loro ansie, considerarli come delle estensioni di sé stessi e indirizzarli verso quello che ritengono più giusto in base alle loro esperienze di vita personale.

Inutile dire che ciò potrebbe creare delle complicazioni.

Un bambino che interiorizza le aspettative dei genitori rischia di diventare un adulto poco maturo, che agisce e lavora inconsciamente per ottenere il plagio di mamma e papà o per compensare le insicurezze nate dal non essersi sentito pienamente accettato nell’infanzia.

Ecco che l’amore materno si deve dunque basare su un’altra delle componenti principali dell’arte di amare, la fede, intesa sia come fiducia nell’altra persona sia come fiducia nella propria capacità di suscitare amore con il nostro amore.

L’arte di amare è un libro stupendo che non solo spiega cos’è l’amore, ma lo contestualizza anche all’interno della dinamica sociale ed economica moderna. (https://terzopianeta.info)
 

Amore Erotico

L’amore erotico è l’amore che tutti cercano, l’amore romantico, l’unione con l’anima gemella, l’altra metà della mela.

La convinzione comunemente accettata è che amare un’altra persona comporti un’esplorazione della sua personalità unita a un forte livello di attrazione sessuale.

Al tempo stesso, si considera anche normale che col tempo questo amore affievolisca facendo diminuire anche la passione e la curiosità nei confronti del partner.

Ma, per quanto possa essere normale che ciò avvenga, non vuol dire che debba essere sempre necessario o scontato.

Imparando appieno l’arte di amare, si impara infatti che l’amore vero può intensificarsi nel tempo piuttosto che affievolire, e che si può crescere in un rapporto mentre si facilita anche la crescita dell’altro.

Se questa evoluzione accade, la persona con cui ci ritroveremo domani non sarà la stessa rispetto a quella con cui stiamo oggi. Certo, avrà lo stesso nome e cognome e la stessa fisionomia, ma all’interno della coppia sarà maturata e cambiata.

Grazie a questo cambiamento, solamente possibile in una relazione fondata sul vero amore, la relazione si rigenererà e con essa anche la curiosità, la passione e l’attrazione nei confronti dell’altro.

Se dunque l’amore erotico comprende anche l’amore fraterno, se cioè si lascia il partner libero di perseguire e sviluppare la sua natura interiore, il rapporto di amore dovrebbe poter essere solido e duraturo in quanto anch’esso evolverà nel tempo.

Se, al contrario, l’amore erotico si fonda sul narcisismo e sulla volontà di possedere l’altro per sentirsi meno soli, sorgeranno problemi di coppia e continui conflitti, in quanto, probabilmente, si tenterà di controllare l’altro per impedirgli di crescere.

È qui che Fromm sostiene che l’amore vero è un talento che va allenato.

Come dicevamo prima, amare non è sempre un processo automatico, ma a volte è necessario fare diverse esperienze e incontrare persone che ci aiutino a maturare e a capire cos’è l’amore e qual è il modo di amare veramente.

 

L’arte di amare nella civiltà repressiva moderna

L’arte di amare è un libro stupendo che non solo spiega cos’è l’amore ma che lo contestualizza anche all’interno della dinamica sociale ed economica moderna. (https://terzopianeta.info)

Una delle peculiarità dell’arte di amare di Fromm è che non soltanto ci spiega l’amore come un processo interno alle relazioni tra esseri umani, ma ci mostra anche in che modo i fattori economici, culturali e sociali influenzano la nostra capacità di amare il prossimo.

In particolare, Fromm sostiene che il sistema capitalista in cui viviamo rende difficile coltivare l’arte di amare in quanto reprime la naturale espressione dell’individuo e lo porta a essere concentrato soprattutto su sé stesso e il suo benessere economico.

Visto che poi l’amore vero è basato sul dare, inteso soprattutto come dare di sé stessi, in un mondo in cui non si da nulla per nulla viene difficile amare veramente.

Allora succede in alcuni casi che si vivono le relazioni come se fossero degli scambi economici, dove i valori da dare e ricevere sono attenzione, sicurezza e affetto; dove ci si allontana da chi non ci aiuta a raggiungere uno stato di soddisfazione e appagamento.

Nell’amore più disfunzionale ed egoista Fromm osserva l’immaturità della persona che non sa amare pienamente in quanto non sa dare liberamente all’altro senza pretendere.

Secondo lui, nel mondo occidentale l’amore pretenzioso, egoista, è più una regola che l’eccezione, e se avesse scritto il suo libro al giorno d’oggi ne sarebbe forse stato ancora più convinto.

Viviamo infatti un periodo storico in cui le nuove tecnologie producono esseri umani che sono sempre di più concentrati su loro stessi e che hanno sempre meno tempo e voglia di approfondire le conoscenze degli altri.

Più persone entrano nel mondo dei social e più si ha l’impressione che il mondo sia saturo di gente in cerca di dignità e riconoscimento.

Davanti a una marea tale di anime può risultare scoraggiante pensare di sviluppare un amore fraterno che si basi sul rispetto e l’empatia per tutti, così si finisce per sentirsi sovraccaricati dall’impossibilità di comprendere l’infinita diversità presente nel mondo.

Ci si rifugia in stereotipi e cliché per semplificare e sintetizzare la realtà esterna, si chiudono gli occhi davanti alla povertà e tutto ciò che si allontana dal nostro ideale di vita, rischiando di diventare anestetizzati alla sofferenza altrui.

L’ansia e la preoccupazione per il futuro creano poi nell’uomo uno stato di irrequietezza e chiusura, rendono difficile per lui prestare attenzione all’altro, rallentare per contemplare sé stesso e la sua vita.

A causa del tran-tran quotidiano e delle distrazioni tecnologiche continue, l’uomo moderno ha sempre più difficoltà ad assorbire la componente pratica principale dell’arte di amare, la concentrazione, ovvero la capacità di fermarsi, senza fretta, ad ascoltare, e ad ascoltarsi.

Grazie alla concentrazione si può padroneggiare al meglio l’arte di amare, provare amore fraterno, amore materno, amore erotico e amore per sé stessi.

E grazie a queste espressioni profonde dell’amore vero si può scoprire quella che Fromm stesso ha definito come «la risposta al problema dell’esistenza umana».