...

Inchiesta sugli allevamenti fornitori di Lidl

Comunicato stampa

 
Nuova inchiesta sui fornitori di polli LIDL: Essere Animali protesta davanti agli uffici in Italia, continua la campagna rivolta al gigante del discount

Ieri mattina l’organizzazione Essere Animali ha protestato davanti alla sede centrale italiana di Lidl, gigante del discount che non ha ancora pubblicato un impegno chiaro e in linea con lo European Chicken Commitment per adottare maggiori tutele del benessere dei polli coinvolti nella propria catena di approvvigionamento. Nel frattempo escono nuove, sconvolgenti, immagini sulle condizioni dei polli negli allevamenti dei fornitori di Lidl in Austria.
VIDEO PROTESTA LIDL
FOTO PROTESTA LIDL
VIDEOINCHIESTA LIDL AUSTRIA
VIDEOINCHIESTA LIDL ITALIA

Milano, 14/12/2022 – Non si ferma la campagna rivolta a Lidl, con cui 20 ONG europee per la protezione degli animali chiedono al gigante del discount di prendere impegni concreti circa la tutela dei polli allevati nella propria catena di approvvigionamento.
Ieri mattina Essere Animali, organizzazione che dal 2011 lavora in Italia per la tutela degli animali allevati a scopo alimentare, ha protestato davanti agli uffici generali di Lidl Italia ad Arcole, in provincia di Verona, per chiedere una policy pubblica e trasparente a tutela dei polli da carne.

A novembre di quest’anno Essere Animali aveva già pubblicato, in esclusiva con Rainews24, immagini raccolte in allevamenti di fornitori Lidl in Italia che svelavano condizioni preoccupanti e sofferenze estreme per i polli.

Proprio oggi vengono rilasciate in tutta Europa nuove immagini – pubblicate dall’organizzazione austriaca VGT, membro di Open Wing Alliance, coalizione di cui anche Essere Animali fa parte – che riguardano un fornitore di Lidl in Austria.
I video raccolti in Austria mostrano:

Durante il carico per il trasporto al macello, un veicolo entra nel capannone dei polli e travolge diversi animali;
Alcuni polli sopravvissuti allo schianto che sbattono vigorosamente le ali dopo essere stati schiacciati dalla ruota di un veicolo;
Durante la fase di crescita alcuni polli non riescono ad alzarsi, perché le zampe non sono in grado di sostenere il loro peso;
Altri, indeboliti dalle condizioni dell’allevamento e dalle fatiche del proprio corpo, rimangono a terra senza potersi muovere, senza poter quindi accedere a cibo e acqua;
Si possono anche vedere polli che camminano sopra le carcasse in decomposizione di diversi animali morti;
Un container con un gran numero di polli e larve in decomposizione, il che indica che sono rimasti in questo stato per diversi giorni all’interno dell’allevamento.

Questi video arrivano dopo altre inchieste rilasciate in Germania, Spagna e Italia che hanno mostrato gravissime carenze, maltrattamenti e condizioni insalubri per gli animali.
“La pubblicazione di queste inchieste dimostra che queste cattive pratiche e le sofferenze a cui sono costretti i polli si ripetono in diversi Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa. Lidl sostiene di essere un supermercato di riferimento per il benessere degli animali, ma anche in Paesi come l’Austria, dove alcuni requisiti sono più severi, gli standard sono piuttosto bassi, mettendo a rischio sostenibilità e sicurezza alimentare,” dichiara Brenda Ferretti, Campaigns Manager di Essere Animali.

«Con l’inchiesta pubblicata in collaborazione con Rainews24 abbiamo mostrato che anche l’Italia è coinvolta in questi gravi problemi di benessere animale e crediamo che Lidl debba prendere una posizione più netta, aderendo allo European Chicken Commitment quanto prima. Anche per questo abbiamo deciso di protestare davanti agli uffici centrali, speriamo che possano capire quanto sia importante fare questo passo e venire anche incontro alle richieste dei consumatori», conclude Ferretti.

In Europa sono oltre 300 le aziende che hanno già scelto di aderire all’ECC, tra cui anche alcune italiane, come Carrefour, Cortilia, Eataly e Fileni. Si tratta di aziende che hanno scelto di lavorare in una direzione in linea con quanto richiesto dalle associazioni, una dimostrazione concreta di come le richieste contenute nell’ECC siano non solo attuabili, ma anche in linea con le aspettative dei consumatori, sempre più attenti al benessere degli animali allevati e alla sostenibilità delle aziende.

La campagna #LidlChickenScandal, lanciata lo scorso ottobre dalla Open Wing Alliance con l’adesione di oltre 20 ONG in tutta Europa, chiede a LIDL di sottoscrivere lo European Chicken Commitment (ECC), una serie di criteri minimi di benessere animale formulati per ridurre la sofferenza dei polli tramite l’adozione di politiche aziendali che affrontano le principali criticità di allevamento.

Oltre 250mila firme in tutta Europa sono state già raccolte attraverso una petizione. Secondo le ONG, un eventuale impegno di Lidl avrebbe un impatto positivo nei confronti di milioni di animali, essendo l’azienda uno degli attori principali della grande distribuzione organizzata, con una presenza in 32 Paesi nel mondo e 12 mila punti vendita, 700 solo in Italia.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Ufficio Stampa Essere Animali
Mail: [email protected]
Cell: 342 1894500
 
 
 
 

Articoli correlati
Salta al contenuto