Fur Free Europe: Campagna per Europa senza pellicce
Comunicato stampa
Fur Free Europe raggiunge 1 milione di firme,
ma la battaglia per un’Europa senza pellicce non è ancora finita
Migliaia di italiani hanno già aderito alla campagna ed Essere Animali sarà in piazza sabato a Milano e a Bologna per chiedere un’Europa senza pellicce e per raccogliere firme di altri cittadini e cittadine che vogliono vedere la fine di questo sfruttamento.
Milano, 15/12/2022 – A poco più di sei mesi dal lancio della campagna, Fur Free Europe ha raggiunto 1 milione di firme di cittadini europei – compresi gli italiani – che vogliono vedere la fine di un sistema di produzione crudele, superfluo e non etico.
L’iniziativa, che mira a vietare l’allevamento di animali da pelliccia e la vendita di prodotti di pellicceria nell’Unione Europea, è sulla buona strada per diventare un’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei, un importante strumento democratico dell’Unione europea) da record.
Fur Free Europe ha raccolto 1 milione di firme più velocemente di qualsiasi altra ICE, un elemento molto importante per far comprendere alla Commissione europea quanto sia urgente agire e arrivare finalmente alla chiusura dell’industria europea delle pellicce, come richiesto da tantissimi europei.
Ma la battaglia non è ancora finita, ed è per questo che sabato Essere Animali – organizzazione per i diritti degli animali che dal 2011 lavora in Italia e in Europa – sarà in piazza a Milano e a Bologna per chiedere un’Europa senza pellicce e per raccogliere ancora più firme.
Ogni iniziativa dei cittadini europei infatti richiede un milione di firme convalidate per avere successo. Per questo, una volta chiusa, l’iniziativa Fur Free Europe sarà sottoposta a una rigorosa procedura di verifica: i governi di ogni Stato membro controlleranno che le firme siano state raccolte da persone reali, che ogni persona abbia aggiunto il proprio sostegno una sola volta e che i suoi dati personali, come nome e numero di carta d’identità, siano registrati e corretti.
A causa di questa importante procedura di verifica, è possibile che un gran numero di firme venga invalidato e scartato, lasciando la cifra finale al di sotto del milione richiesto.
Per questo motivo, Essere Animali e tutte le altre organizzazioni europee che hanno aderito alla campagna continueranno a raccogliere le firme dei cittadini di tutta Europa che condividono la convinzione che l’allevamento di animali da pelliccia e l’immissione sul mercato di prodotti di pellicceria siano crudeli, inutili e non etici.
In Italia il divieto di allevare animali per le pellicce è entrato in vigore il primo di gennaio 2022, ma non è ancora stato emanato il decreto interministeriale per avviare lo svuotamento degli ultimi 4 allevamenti italiani di visoni dove ancora sono stabulati e ammassati, in minuscole gabbie, più di 3.600 animali. Proprio pochi giorni fa è scoppiato il terzo focolaio in Italia di coronavirus all’interno di un allevamento di visoni, a Galeata (FC), uno degli allevamenti italiani chiusi ma in cui erano ancora presenti gli animali, ora abbattuti per emergenza sanitaria. Anche per questo è fondamentale che il Governo italiano attui quanto prima ciò che è stato stabilito per legge, mentre la Commissione europea deve impegnarsi a mettere fine alla produzione e importazione di pellicce in UE in tempi brevi.
• La manifestazione di sabato 17/12 si terrà a Milano in Piazza San Carlo dalle ore 11.30 e a Bologna in Piazza Maggiore dalle ore 11.30.
• 12 paesi europei tra cui l’Italia hanno recentemente chiesto alla Commissione Europea di studiare opzioni per un divieto permanente della produzione di pellicce e di presentare una proposta legislativa in tal senso.
• La vittoria storia dell’introduzione del divieto in Italia è il risultato di una lunga battaglia, in cui Essere Animali è stata in prima linea per dieci anni, non solo con raccolte firme e proteste, ma anche realizzando le prime investigazioni negli allevamenti di visoni italiani, diffuse in tv dai principali Tg e programmi di inchiesta.
• La Commissione europea sta attualmente revisionando la legislazione sulla tutela degli animali. Questa revisione presenta l’opportunità per introdurre un divieto sia sulla produzione che il commercio di pellicce.
• Centinaia di marchi di moda e stilisti hanno scelto di cessare l’utilizzo di pellicce, aderendo alle richieste dei consumatori.
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