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Animal Equality: le star contro i wet market

 

Comunicato Stampa

 
Campagna internazionale di Animal Equality

Le star contro i wet market: Bryan Adams, Peter Egan, Annalisa e tanti altri si uniscono ai 400,000 cittadini a sostegno di Animal Equality.

Artisti come Bryan Adams e Peter Egan si schierano con Animal Equality, mentre in Italia la campagna per chiudere i wet market riceve il supporto di Annalisa, Elisabetta Franchi, Edoardo Stoppa e tanti altri. E la petizione arriva a 400.000 firme, oltre 200.000 solo dall’Italia
 

 
Milano, 17/04/2020 -- Ancora una volta è la potenza dei social media a fare da padrone, ed è proprio online che sono fioccate le testimonianze in supporto alla campagna internazionale di Animal Equality per chiudere per sempre i wet market, quei “mercati umidi” dove, secondo numerosi scienziati, il virus COVID-19 avrebbe fatto il salto di specie dall’animale all’uomo.

La petizione internazionale di Animal Equality per la messa al bando dei wet market, lanciata con una campagna mondiale il 2 aprile, ha raccolto 400mila firme in pochi giorni, di cui più di 200.000 solo in Italia. L’organizzazione internazionale per la protezione degli animali chiede alle Nazioni Unite di chiudere immediatamente i mercati umidi in tutto il mondo.

A sostegno di questa importante richiesta sono arrivati i tweet di Peter Egan, star di Downton Abbey, del musicista Bryan Adams e le story sui social media di personaggi dello spettacolo e della musica italiani come Annalisa, Edoardo Stoppa, Sabrina Salerno e personalità influenti del mondo della moda come Elisabetta Franchi e Gaia Lucariello.

Tutti loro hanno rilasciato video e contributi chiedendo di firmare la petizione per chiedere all’ONU di chiudere per sempre i wet market in tutto il mondo, e scongiurare così future pandemie disastrose per salute ed economia risparmiando sofferenze e crudeltà agli animali.

Anche artisti come Paul McCartney e Ricky Gervais, da sempre impegnati in difesa degli animali, hanno rilasciato dichiarazioni ai media britannici a favore della chiusura dei wet market:

«Penso che abbia molto senso [chiudere i wet market] … quando vedi l’oscenità di ciò che sta succedendo lì e di quello che ne viene fuori… sta colpendo il mondo intero»
Paul McCartney

«Non possiamo continuare a sfruttare gli animali, a mangiare animali selvatici e a distruggere il pianeta. Il commercio e i mercati di animali selvatici devono chiudere, altrimenti ci ritroveremo sicuramente di fronte a un’altra pandemia globale, dobbiamo solo chiederci quando accadrà»
Ricky Gervais

Grazie al sostegno di questi VIP e influencer, la campagna continua a raccogliere adesioni da centinaia di migliaia di persone che vogliono vedere un mondo più sicuro e libero da questi pericoli per l’umanità, l’ambiente e gli animali.

La campagna di Animal Equality rivolta alle Nazioni Unite è stata lanciata contemporaneamente in 8 Paesi, e comprende immagini inedite registrate da Animal Equality durante le ricerche condotte nei wet market di Cina, Vietnam e India, che mostrano animali come cervi, procioni, coccodrilli e cani, che vivono in condizioni non igieniche, soffrire di disidratazione, fame e malattie.

Non è la prima volta che un virus mortale viene associato al commercio e al consumo di animali vivi. La Sars, l’influenza H1N1, l’influenza suina, e la sindrome respiratoria del Medio Oriente, MERS, sono altri esempi di virus che hanno avuto origine negli animali e sono poi mutati nell’uomo causando gravi epidemie. Gli scienziati ritengono inoltre che COVID-19 abbia avuto origine molto probabilmente nel wet market di Wuhan in Cina, famoso per il suo commercio di animali selvatici.

«I wet market non hanno posto nella nostra società e dovrebbero essere immediatamente chiusi. Non solo questi mercati sono estremamente crudeli per gli animali, ma la ricerca scientifica ha dimostrato il loro legame con le epidemie di malattie di origine animale, dimostrando che sono anche una minaccia immediata per la salute e la sicurezza pubblica», afferma Matteo Cupi, Direttore Esecutivo di Animal Equality in Italia.