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Animal Equality: l’ONU metta al bando i wet market

 

Comunicato Stampa

 
Lettera all’ONU: Animal Equality scrive alla leadership delle Nazioni Unite per chiedere il bando definitivo dei wet market.

Dopo il lancio della campagna internazionale che in due settimane ha raccolto più di 400.000 firme, Animal Equality scrive una lettera alla leadership dell’ONU chiedendo azioni concrete per il bando globale definitivo dei wet market in tutto il mondo

Milano, 21/04/2020 – È indirizzata a Maria Angela Zappia Caillaux – rappresentante permanente per l’Italia presso le Nazioni Unite – la lettera redatta da Animal Equality, organizzazione internazionale per la protezione degli animali, per chiedere ufficialmente alla leadership ONU di mettere in atto delle azioni concrete per porre fine per sempre alla minaccia dei wet market, quei mercati umidi che costituiscono un pericolo per ambiente e salute umana e che comportano solo sofferenze e atrocità per milioni di animali.

Animal Equality infatti negli ultimi giorni si è spesa proprio per questa chiusura globale, con una campagna internazionale che chiede all’ONU di chiudere i wet market in tutto il mondo e che ha raccolto il sostegno di oltre 400,000 cittadini in tutto il mondo, più di 200.000 solo in Italia.

La lettera, a firma del Direttore Esecutivo di Animal Equality Italia Matteo Cupi, include una serie di riflessioni circa la pandemia in corso e le problematiche relative allo sfruttamento degli animali e il fenomeno dello spillover, ovvero il passaggio da animale a uomo dei virus, spesso avvenuto proprio all’interno dei wet market.

Nella lettera pubblica si legge: «Chiedo a Vostra Eccellenza di ascoltare le voci delle centinaia di migliaia di persone che si rivolgono proprio a voi, in quanto leader a livello globale, affinché tuteliate la loro salute, la salute dei loro cari e il benessere degli animali con cui condividiamo il nostro pianeta. Se il problema dei cosiddetti mercati umidi non verrà affrontato in modo efficace, vivremo sicuramente un’altra pandemia devastante almeno quanto quella causata dal COVID-19. Chiedo quindi alla Missione Italiana presso le Nazioni Unite di sollevare la questione a livello multilaterale presso l’Onu e, in particolare, di domandare un dialogo o un briefing sulla questione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Confido che i tempi siano maturi per un impegno diplomatico, poiché gli appelli per una soluzione globale a questa persistente minaccia stanno ora sorgendo da ogni angolo del mondo».

«Mi rivolgo a voi alla luce della pandemia globale causata da COVID-19. Ad oggi, COVID-19 ha ucciso più di 165.000 persone, contagiato oltre 4 milioni di persone e avuto un immenso impatto economico. La perdita di vite umane e di mezzi di sussistenza che ne è derivata deve ancora essere pienamente realizzata e durerà a lungo nel futuro.

Secondo la ricerca scientifica, la nascita di focolai di malattie come la SARS e molto probabilmente anche COVID-19 sono stati collegati proprio ai “mercati umidi”. I wet market sono luoghi dove gli animali (selvatici e allevati) sono ammassati in gabbie (…). Nei mercati umidi gli animali vengono acquistati, venduti e macellati sul posto per il consumo umano. Questi mercati sono pieni di persone e animali e rappresentano una grave minaccia per la salute umana. La loro chiusura è fondamentale per evitare la proliferazione di nuovi agenti patogeni che inevitabilmente si faranno strada a causa delle condizioni insalubri e del cattivo stato di salute degli animali ivi confinati e uccisi» recita inoltre la lettera.

La campagna di Animal Equality rivolta alle Nazioni Unite è stata lanciata contemporaneamente in 8 Paesi, e comprende immagini inedite registrate da Animal Equality durante le ricerche condotte nei wet market di Cina, Vietnam e India, che mostrano animali come cervi, procioni, coccodrilli e cani, che vivono in condizioni non igieniche, soffrire di disidratazione, fame e malattie.

Con queste immagini, la campagna internazionale e ora la lettera ufficiale a diversi esponenti e rappresentanti presso le Nazioni Unite, Animal Equality chiede all’ONU di avviare un processo di chiusura dei wet market su scala globale, per evitare future pandemie e per proteggere salute, ambiente e animali.

 
Traduzione in italiano dalla lettera originale, redatta in inglese:

20 Aprile, 2020

A H.E. Mrs. Maria Angela Zappia
Permanent Mission of Italy to the UN
One Dag Hammarskjold Plaza
885 Second Avenue, 49th Floor
New York, NY 10017
Vostra Eccellenza,

Mi rivolgo a voi alla luce della pandemia globale causata da COVID-19. Ad oggi, COVID-19 ha ucciso più di 165.000 persone, contagiato oltre 4 milioni di persone e ha avuto un immenso impatto economico. La perdita di vite umane e di mezzi di sussistenza che ne è derivata deve ancora essere pienamente realizzata e durerà a lungo nel futuro.

Secondo la ricerca scientifica, i focolai di malattie come la SARS e molto probabilmente COVID-19 sono collegati ai cosiddetti “mercati umidi”. I mercati umidi sono luoghi dove gli animali (selvatici e allevati) vivono ammassati in piccole gabbie o spazi minuscoli, e dove i piani inferiori delle gabbie vengono inondati dai fluidi e dagli escrementi di quelli superiori. Nei mercati umidi gli animali vengono acquistati, venduti e macellati sul posto per il consumo umano. Questi mercati sono pieni di persone e animali e rappresentano una grave minaccia per la salute umana. La loro chiusura è fondamentale per evitare la proliferazione di nuovi agenti patogeni che inevitabilmente si faranno strada a causa delle condizioni insalubri e delle pessime condizioni di salute degli animali ivi confinati e uccisi. Il dottor Anthony Fauci, direttore dell’istituto statunitense National Institute of Allergy and Infectious Diseases, e il dottor Joseph Fair, Vice Presidente e Direttore della Ricerca e Sviluppo di Metabiota Inc., sono tra i numerosi scienziati e virologi che hanno messo in guardia le autorità dai pericoli per la salute pubblica che questi mercati umidi rappresentano.

Ad Animal Equality lavoriamo instancabilmente per proteggere gli animali in tutto il mondo e la nostra missione di protezione degli animali ha un impatto diretto sulla salute degli esseri umani e del nostro pianeta. Mai come in questo momento questa connessione è evidente, e mai come ora è urgente la necessità di una risposta congiunta alle sfide che dobbiamo affrontare. Per questo motivo abbiamo avviato una campagna internazionale che chiede la chiusura dei mercati umidi in tutto il mondo. Il sostegno pubblico alla campagna è stato enorme, con oltre 400.000 persone che hanno firmato la nostra petizione per chiedere il divieto globale.

Oggi chiedo a Vostra Eccellenza di ascoltare le voci delle centinaia di migliaia di persone che fanno riferimento a voi come leader globale per proteggere la loro salute, la salute dei loro cari e il benessere degli animali con cui condividiamo il nostro pianeta. Se il problema dei mercati umidi non sarà affrontato in modo efficace, vivremo sicuramente un’altra pandemia devastante almeno quanto COVID-19. Chiedo quindi alla Missione Italiana presso le Nazioni Unite di sollevare la questione a livello multilaterale presso l’Onu e, in particolare, di chiedere un dialogo o un briefing sulla questione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Credo che i tempi siano maturi per un impegno diplomatico, poiché gli appelli per una soluzione globale a questa persistente minaccia stanno ora sorgendo da ogni angolo del mondo.

Matteo Cupi
Executive Director – Animal Equality Italia