Animal Equality: nuova inchiesta su allevamenti intensivi

Comunicato stampa

 
Realizzata in esclusiva con il media spagnolo Público, l’organizzazione denuncia le crudeltà, del tutto simili a quelle documentate dagli investigatori in Italia, commesse negli allevamenti intensivi di polli della penisola iberica.

I polli sono gli animali terrestri più sfruttati al mondo, una nuova inchiesta dei nostri investigatori in Spagna porta alla luce l’orrore legalizzato a cui questi animali sono sottoposti in tutto il mondo, anche in Italia
 
Milano, 11/06/2020 – Animal Equality rilascia oggi una nuova investigazione, realizzata in Spagna in collaborazione esclusiva con Ana Pardo de Vera, direttrice di Público, media nazionale spagnolo, che ha deciso di introdursi insieme al team di Animal Equality in un enorme allevamento di polli.

Qui i nostri investigatori e il team di Público hanno raccolto nuove immagini esclusive che mostrano le terribili condizioni di vita di milioni di polli in Spagna, una situazione molto simile a quella che si trova anche in Italia.
 
Le immagini mostrano:

• Animali che non riescono a stare in piedi a causa delle enormi dimensioni che hanno raggiunto in soli 30 giorni

• Polli completamente bruciati e ustionati a causa dell’ammoniaca emanata dal terreno per via dell’accumulo di feci e deiezioni mai pulite

• Affollamento

• Animali morti abbandonati di fianco ai compagni ancora vivi

• Aria irrespirabile a causa dell’alta concentrazione di ammoniaca

• Abbeveratoi sono completamente ammuffiti.

• Animali agonizzanti che cadono sotto il proprio peso e non riescono a raggiungere gli abbeveratoi, morendo di fame e di sete

• Assenza totale di luce naturale
 
Le sofferenze dei polli all’interno degli allevamenti intensivi sono inimmaginabili e spesso sconosciute, ma questi animali soffrono fin dalla nascita.

Tutto comincia con la selezione genetica. Per l’industria infatti, è fondamentale che ogni animale produca il più possibile, ma per raggiungere questo obiettivo hanno optato per una selezione genetica esasperata che li costringe all’interno di una vera e propria gabbia fisica. Le immagini che hanno catturato i nostri investigatori lo mostrano bene: il corpo dei polli cresce a dismisura, schiaccia il loro scheletro, costringendo molti di loro a morire di fame e sete all’interno degli allevamenti.

Si tratta, peraltro, di un tasso di crescita che è cresciuto artificialmente nel corso dei decenni: oggi il tasso di crescita di un pollo per la produzione di carne è 4 volte superiore a quello di 70 anni fa. Ora raggiungono il peso da macello a 6 settimane di età, ben lontano dalle 13 settimane del 1950.

Una tortura legalizzata, su scala globale

La razza di polli selezionata geneticamente dall’industria alimentare e sfruttata negli allevamenti intensivi di tutto il mondo è quella chiamata Broiler. Anche in Italia, secondo i dati di Unaitalia (Associazione Filiere Agroalimentari Italiane) il 98% di carne di pollo venduta è di razza broiler, quindi di animali cresciuti in condizioni terribili, selezionati per essere pronti al macello in circa 40 giorni, e costretti a vivere in capannoni sovraffollati, con quasi 20 polli per ogni metro quadro.

Lo hanno testimoniato con le loro telecamere proprio i nostri investigatori qui in Italia, che sono entrati in alcuni allevamenti di polli che riforniscono il brand Amadori, rivelando la miseria in cui questi animali sono costretti a vivere.

A seguito del rilascio di queste immagini, Enpa (con la collaborazione di Animal Equality) ha potuto inserire questi nuovi video tra i documenti di un procedimento già in vigore contro Amadori. Grazie a queste immagini nel 2019 l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) ha chiesto ad Amadori di modificare la propria comunicazione circa i polli allevati a scopo alimentare, perché considerata infatti potenzialmente ingannevole.

Del resto il pollo è l’animale terrestre più sfruttato al mondo: nove su dieci degli animali terrestri allevati a scopo alimentare a livello globale sono polli. E sembra che questo numero sia destinato a salire: il consumo di carne di pollo sta crescendo – soprattutto nei paesi in via di sviluppo – più velocemente che quello di qualsiasi altro animale.

Anche in Italia i consumi di carne bianca sono cresciuti in modo esponenziale, sulla scia di una retorica che propone questa carne come più “sana”, nascondendo in realtà i tanti problemi e controversie che coinvolgono non solo la produzione ma anche gli animali, esposti a sofferenze terribili e prolungate.

Per tutte queste ragioni, per via del numero incredibile di polli sfruttati al mondo, e delle terribili sofferenze a cui sono sottoposti, Animal Equality è in prima linea per cercare di ridurre la sofferenza di questi delicati e intelligenti animali, e costruire per tutti loro un futuro migliore.

Attenzione:
le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità

 
 
 
 

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