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Roma Pulita: Armiamoci e Partite

 
 
La condizione di degrado di Roma è ormai l’argomento quotidiano nei mass media, ma è la politica che tenta di servirsene.

La Capitale è l’arena scelta per lo scontro Pentastellati vs Piddini, con qualche incursione della destra leghista, berlusconiana e meloniana che tentano di far la parte de “il terzo se la gode”.

Si rimpallano responsabilità, omissioni, incapacità, nessuno però che abbia il coraggio di dire l’altra verità.
Chiunque abbia l’età, un po’ di memoria e un minimo senso autocritico, può ricordare lo spot istituzionale della Roma Campione d’Italia dell’83, oppure quello girato da Nino Manfredi appena un anno prima per Roma Pulita“.
 

 
Basterebbe questo per capire che oltre ai peccati di una politica sempre uguale, egocentrica, incapace di denunciare se stessa e di muoversi senza un tornaconto, ci siamo noi. Noi italiani.

Nino Manfredi, indimenticabile, impersona magnificamente quello che siamo, come pensiamo e come purtroppo ci comportiamo. In Italia il concetto del “bene comune” è completamente ignorato, non ne abbiamo sentimento.
 

 
Noi siamo il “ciò che è di tutti, non è di nessuno“, strada, piazza, monumento, palazzo storico. Mare, spiaggia, bosco, montagna, non fa nessuna differenza perché tutto appartiene a quell’entità impalpabile comunemente chiamata Stato“.
 

Roma: Cassonetti Vuoti e Fuori Immondizia

 
Parafrasando il noto “croccante fuori e morbido dentro”, qui il boccone è amaro.
Andare all’estero a volte è triste, ci si sente un po’… “italiani”, accade recandosi alla stazione ferroviaria di Monaco, servendosi della metropolitana di Parigi , Londra oppure semplicemente camminando nelle strade di Dublino o Copenaghen.

Rom a parte, che in me non muovono nessuna comprensione per le condizioni di degrado in cui versano alcuni villaggi, in quanto ritengo loro, come noi, primi responsabili, affibbiamo colpe anche agli stranieri. Oggi, meglio se immigrati.

Responsabilità che invece sono ancora e sempre nostre. Mostriamo loro indifferenza, incuria, sporcizia, dovrebbero recepire un diverso modo di agire? Raramente abbiamo un rigurgito d’amor patrio che sfoci in un “raccogli” e per la verità, difficilmente sarebbe credibile.

Televisori, frigoriferi, divani e sanitari, calcinacci, detersivi e buste, interi appartamenti gettati tra le colline o dietro la prima curva appena fuori dal centro. Ne beviamo e ne mangiamo dei nostri avanzi, ne berremo e ne mangeremo.

Qualcuno avrà già fra i denti il sempreverde refrain “perché non te ne vai all’estero?”
Osservazione fatta forse con ragione, oppure forse, dovrebbe partire chi il luogo in cui vive non lo ama e non lo rispetta. Perlomeno nei limiti del possibile e della civiltà.
 

Operazione Maglia Gialla

 
Roma Renzi Maglia Gialla
 
Non tutte le città si trovano in condizioni critiche come viene mostrata la capitale, così come quanto detto non descrive un intero paese.

Le amministrazioni hanno i loro torti, ne ha la politica che si tiene ben lontana dal popolo (o dalla gente, se piace di più) finché, come detto in precedenza, non se ne serve per interesse.

Il PD cala la maglia gialla (e vedremo quanto dura) in nome del “ripuliamo Roma”, operazione non troppo originale invero, l’idea era già stata lanciata a suo tempo da Alessandro Gassmnan che si beccò critiche ed elogi ed altrettanto fanno già i nemici del Movimento 5 Stelle con l’iniziativa PuliAmo” presente in molte città come Cesena, Arezzo, Senago e via dicendo.

Il problema è però sempre e ancora quello, “armiamoci e partite“.
La politica lancia proclami, idee, vomita promesse e ne trangugia altrettante, poi a pulire ci va la gente.
Ben vengano le maglie gialle e altre proposte, per carità, ma un giorno prima o poi, accadrà di veder un deputato, un senatore e gli altri caporali, equipararsi con entusiasmo al popolino?
Stessi diritti, stessi doveri e magari all’occasione brandendo persino una ramazza.