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ONG e la “doppia” Politica

 
 
Gli eventuali rapporti tra le ONG e i trafficanti di uomini, tengono banco su giornali e televisioni.

Ipotesi appunto, dietro le quali vi è però tutta l’ipocrisia di una classe politica, che non tiene conto delle conseguenze di tale atteggiamento.

La questione è finita sotto le luci per un post di Luigi Di Maio, vice presidente della Camera e deputato del Movimento 5 Stelle, nel quale si leggeva «Chi paga questi taxi del Mediterraneo?»
 
ONG - Di Maio
 
Immediate le reazioni, innescate anche dallo scambio verbale scaturito fra il pentastellato e Roberto Saviano, pronto a schierarsi in favore delle ONG.

Dal canto suo Di Maio afferma che a definire prima di lui “taxi del Mediterraneo” le ONG, sia stata l’agenzia dell’UE Frontex nel rapporto Risk analysis 2017“.

Nel documento di 64 pagine, la parola taxi non compare neanche una volta. Piuttosto, circa il rischio di relazioni tra scafisti e soccorritori, ad essere prese in considerazione non ci sono le sole navi delle ONG, ma anche le imbarcazioni dell’operazione europea Sophia.

“Sono stati organizzati incroci pericolosi su imbarcazioni inaccurate e sovraccaricate, con lo scopo principale di essere rilevati da navi EUNAVFOR Med/Frontex e navi ONG.”

Il 15 marzo, circa una settimana prima del post del vicepresidente, è in realtà il giornale La Stampa ad usare tale definizione, titolando un articolo sulle indagini «Sotto accusa le navi delle Ong: “Usate come taxi dagli scafisti”».
 
Probabilmente Di Maio, per fiducia o superficialità si lascia trarre in inganno dal titolo, ma le parole hanno un peso e specialmente un politico, di questo dovrebbe tenerne di conto, ma i “nostri”, qualunque sia il colore, sembrano dimenticarsene continuamente.
 

L’INDIGNAZIONE SEMBRA NASCERE
PIU’ PER LA FORMA CHE PER LA SOSTANZA

 
Ad occuparsi delle indagini sono le Procure di Catania, Palermo e Trapani e Franco Zuccaro, procuratore capo nel capoluogo etneo, è stato bersaglio di critiche per le ipotesi esternate circa l’inchiesta e non valorizzate da prove ufficiali che ne possano avvalorare le tesi.

Semplici ipotesi, dietro le quali vi è però tutta l’ipocrisia di una classe politica, che non tiene conto delle conseguenze di tale atteggiamento.

Zuccaro infatti, ha sollevato la questione in Parlamento e non tramite i giornali.
Testimonianza raccolta in prima battuta da Altieri, Meloni e Ravetto presentando anche un interrogazione. In seguito dal Movimento 5 Stelle, avanzando una proposta di legge.

Quando il problema è arrivato alle cronache quindi, i politici erano già al corrente, anche coloro che hanno accusato il magistrato di compiere illazioni e per giunta in sedi non appropriate.
Non solo, entrando nei particolari delle indagini, è Zuccaro ad escludere ONG come Medici Senza Frontiere e Save The Children, ponendo invece attenzione su Moas e altre organizzazioni tedesche.

Un’ipocrisia politica che rischia d’invalidare pericolosamente anche le azioni di quei volontari che compiono il loro lavoro grazie alle donazioni, persone che si recano in zone di guerra o che in condizioni del tutto avverse, offrono un soccorso.

Le continue strumentalizzazioni, il timore dell’impopolarità, la mancanza continua di trasparenza, non fanno altro che aumentare un clima di sfiducia nel Paese, tutto e sempre per accaparrarsi voti e favori.

Una sfiducia verso le istituzioni e i loro rappresentanti, che si ripercuotono su questioni extra-parlamentari e che vanno a toccare la vita e il benessere dei cittadini.

L’immigrazione è solo uno dei più recenti ed eclatanti aspetti che rivela una politica vuota ed egoista.
Si alimenta odio parlando d’invasione di un Europa, che numeri alla mano è solo invasa da un accoglienza sbagliata, interessata e svolta in modo tale da creare disuguaglianze sociali gravissime ed evidenti.
Il fatto più grave, è l’allontanamento di un elettorato che non ha altra difesa che una penna.