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Modifica Genetica e Codice Etico

Gli scienziati sono riusciti per la prima volta a modificare la genetica degli embrioni umani, di fatto rendendo possibile la correzione di geni difettosi, causa di malattie ereditarie.

I risultati sono stati ottenuti grazie alla tecnologia di modica del gene umano denominata CRISPR, proclamata innovazione dell’anno solo nel 2015.

Lo studio, si è concentrato sulla cardiomiopatia ipertrofica, una malattia del miocardio caratterizzata da ipertrofia ventricolare sinistra, disordine miofibrillare e rigidità del miocardio, causato da un singolo gene che può portare ad un improvviso arresto cardiaco.

Diversamente da quanto si possa pensare, la malattia è molto comune, tanto che ad esserne colpito è 1 individuo su 500 e la probabilità di trasmettere questa tara genetica ai figli, è del 50%.

Già in precedenza scienziati cinesi avevano tentato di correggere difetti riconosciuti causa di disturbi ematici, ottenendo però, non solo un embrione composto da cellule sane e malate, ma avvenivano anche modifiche in genetiche non desiderate.

Il team composto dagli scienziati statunitensi della Oregon Health and Science University, il Salk Institute for Biological Studies e l’ Institute for Basic Science della Corea del Sud, è invece riuscito ha superare questi ostacoli, creando il presupposto per prevenire 10.000 disturbi ereditari.

Genetica embrioni geneticamente modificati
embrioni geneticamente modificati

“Usando questa tecnica, è possibile ridurre il carico di questa malattia ereditaria sulla famiglia e, infine, sulla popolazione umana” , ha dichiarato il biologo Shoukhrat Mitalipov, aggiungendo che ogni futura generazione sarebbe poi stata portatrice di questa riparazione «perché abbiamo rimosso la variante genetica causata dalla malattia da quella famiglia».

Ci vorrà tempo prima di aver garanzie sul grado di sicurezza circa l’applicazione della tecnica, ma data la possibilità già esistente di essere sottoposti a screening per la diagnosi genetica, è chiaro quanto la ricerca sia di estrema rilevanza.

Il Dibattito Etico

Le prime perplessità arrivano però circa l’aspetto etico ed a sollevarle è il professore di genetica presso l’Università di Kent, Darren Griffin che avvisa la necessità di un quadro normativo particolarmente forte, onde evitare “neonati progettati“.

Un’avvertenza avallata Dr. Yalda Jamshidi, dell’Università di Londra di St George, poiché se da una parte ammette che «stiamo cominciando a capire la complessità della malattia genetica» dall’altra ravvisa che «la manipolazione genetica diventerà accettabile quando i suoi potenziali benefici, sia per gli individui che per la società, supereranno i suoi rischi”.

Una severa condanna arriva invece dalla Human Genetics Alert, la compagnia che si definisce “cane da guardia” e che dal 1999, si oppone alla discriminazione genetica, la clonazione e l’ereditarietà genetica (“germinale”) degli esseri umani. A rappresentarla è il Dr. David King, che ha timore a definire la ricerca «irresponsabile», in quanto non farà altro che dar il via alla «corsa al primo bambino geneticamente modificato».

La modifica apportata dagli scienziati, ha infatti interessato il DNA nucleare che si trova nel cuore della cellula ed influenza anche le caratteristiche dell’individuo come colore degli occhi, dei capelli o l’altezza.
Tuttavia, per adesso la tecnica funziona solo in caso che il padre sia sano ed è inefficace per mutazioni genetiche più complesse, ha dichiarato il professor Robin Lovell-Badge dell’Istituto Francis Crick, affermando che «la possibilità di fare “bambini progettati”, in ogni caso ingiustificata, è ora ancora più lontana».