Arte, Ambiente, Cultura e Informazione

La lotta per i diritti umani e olio di palma

 
 
La lotta per i diritti umani, sociali o ambientali si muove su differenti livelli a seconda di dove viviamo.
In Italia la lotta per il diritti si fa da una comoda poltrona mangiando merendine o salatini e alzandosi o meno per andare a votare ad un referendum.
Le “lotte” poi sono a numero limitato: se lotti per A poi non puoi lottare per B, troppa fatica, troppa concentrazione.
La scelta è sempre egoistica e direi anche preconfezionata. Se la sostiene un partito è giusta o sbagliata secondo la propria posizione a prescindere da qualunque altra informazione al riguardo, questo risolve, fra l’altro, anche il precedente problema dell’eccesso di fatica e concentrazione.
C’è il fatto che per intraprendere delle lotte, dobbiamo ammetterlo, occorre rinunciare a qualcosa quindi: nessuna rinuncia, né di genere alimentare né tecnologico, non cambieremo il mondo e perderemmo in comodità.
Ora raccontare una cosa scomoda in Italia è diventato davvero difficile.
Se è scomoda per A sarà deliziosa per B e viceversa.
Se non è scomoda per nessuno dei presenti allora la questione non esiste proprio.
Questo, nell’informazione nostrana, provoca la nascita di due leggi universali: quello di essere schierati e quello dell’argomento che tocca le nostre coscenze, che sarebbero le cose che ci riguardano subito e direttamente.
In pratica devi scegliere su cosa e a chi rompere le scatole altrimenti rischi di diventare scomodo per entrambi e non essere ascoltato da nessuno. Questo è il giornalismo e la lotta sociale in Italia. La pena è l’oblio!
 

Nell’Honduras le cose sono decisamente peggiori…

 
Il giorno 18 ottobre 2016 le organizzazioni non governative hanno riconosciuto la grande lotta che ha sostenuto il coordinatore de la Organización Fraternal Negra Hondureña (OFRANEH), Miriam Miranda, assegnandole, nella prima edizione del premio ambientale Carlos Escaleras della difesa e tutela dei territori ancestrali dell’Honduras.
 

Lo stesso giorno, questo paese centroamericano si è vestito a lutto

José Ángel Flores
In Tocoa, capoluogo del dipartimento di Colón, dove è in atto uno dei principali conflitti sul diritto alla terra in Honduras, degli spari uccisero gli attivisti sociali José Ángel Flores e Silmer Dionisio George, rispettivamente presidente e leader del movimento contadino Movimiento Unificado Campesino del Aguán (MUCA).

In un paese come l’Honduras, dove il numero di omicidi degli attivisti ha superato quota 200 dal colpo di stato militare del 2009, diverse organizzazioni, durante la cerimonia di premiazione Mirian Miranda per i suoi 30 anni di lotta, hanno lanciato la loro campagna:
 

“Defender sin Miedo: Tu vida, la mía, nuestra casa común”
( Difendere senza paura: la tua vita, la mia,la nostra casa)

 
Quella dei leader del MUCA è stata una morte annunciata.
Già il 5 dicembre 2014 la Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) esortò il governo dell’Honduras ad attuare delle misure precauzionali a diversi leader del movimento contadino del Bajo Aguán. A questo scopo fu addirittura data la delega a Sagrario Prudott, un funzionario del ministero della Sicurezza. Tuttavia, alle parole non seguì nulla e nulla è stato fatto per fermare i crimini contro i contadini.
Il MUCA, in una dichiarazione rilasciata il 21 ottobre di quest’anno, ha riferito che il comando delle operazioni degli Stati Uniti ha incaricato gruppi paramilitari di uccidere i loro leader, grazie alla creazione di “squadre della morte” .
L’organizzazione sociale afferma che le operazioni sono in corso dal 2010 e presso la base militare di Rio Claro, dipartimento di Trujillo da allora è in atto un addestramento speciale di unità di forze provenienti dal Honduras, in collaborazione “con alti dirigenti militari “.

MUCA Honduras

Nel 1992 in Honduras è stata approvata una Legge chiamata di modernizzazione agricola. Questa legge secondo i contadini è stata “dettata dalla Banca Mondiale” e contiene un pacchetto di politiche di “aggiustamento strutturale” che riduce sostegno agli agricoltori locali aumenta il supporto per le esportazioni.
Aspetto non secondario ha “permesso” la vendita della terra agli investitori privati.
Questo ha dato la stura alla ricerca di territori ottenibili con qualunque mezzo.

La legge di modernizzazione agricola è stata una strategia del governo per favorire le grandi aziende produttrici di palma africana, che ha monopolizzato la terra in tre principali aree agro-industriale i cui proprietari sono: la famiglia Facussé della DINANT Corporation, René Morales del gruppo Agropalma e Reinaldo Canales, di origine salvadoregna, ha spiegato Esli Vanegas della Coordinazione de Organizaciones del Aguan (COPA).

L’olio di palma in italia è largamente usato nel settore alimentare.

Per fare alcuni esempi:Nestle’, Mulino Bianco(nelle Macine), San Carlo, Pavesi(nelle Gocciole).
Tutte queste presentano l’olio di palma raffinato che diventa a forte rischio cancerogeno secondo un inchiesta di Altroconsumo.

Questo probabilmente non farà diventare più interessante la battaglia dei contadini dell’Honduras, non sono nell’interesse di nessun partito e visto i le grandi aziende coinvolte non lo saranno mai, ma credo che renderà peggiore l’attesa sulla poltrona del prossimo referendum gustando i salatini.