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Scoppola PD ai ballottaggi, ma Renzi è “sereno”

 
 
Estendere i risultati di questi ballottaggi su campo nazionale, solitamente porta a commettere errori di valutazione.
Anche alla luce del referendum costituzionale, è però inevitabile considerare l’ipotesi di un fallimento delle strategie politiche del Partito Democratico.

Se è vero che la realtà racconta un paese sempre più lontano della politica, una sfiducia dimostrata da una sempre minor affluenza alle urne, è altrettanto vero che nel bene e nel male, tutto ruota attorno alla figura di Renzi, ormai ago della bilancia.

Il centrodestra vince a 360°, tanto che il famigerato governo “Renzusconi” previsto da molti, sembra adesso vacillare a causa di votazioni che vedono la sinistra perdere roccaforti come Genova e Pistoia, ma ancor più significativa è la sconfitta a L’Aquila, dove evidentemente il PD non è riuscito ad approfittare di quanto non fatto in passato dagli avversari politici.

Il problema della sinistra, sembra essere sempre di più la mancanza di un leader che possa prendere il posto di Matteo Renzi, che se da una parte pare ancora essere l’unico capace di catturare l’attenzione di molti elettori, dall’altra sembra aver innescato l’auto-rottamazione grazie a scelte di governo, sempre più ravvisate dai cittadini, come avverse e sbagliate.

Lavoro, pensioni, vicende bancarie e Consip appaiono come scheletri in armadi, le quali ante sono ormai scardinate ed incapaci di trattenere un guardaroba lacero.
 
Ballottaggi - Pizzarotti
 
Con un M5S fuori dai giochi nei centri maggiori, causato forse da scelte errate come a Genova, Parma con Pizzarotti e i riflessi lenti a Roma, l’unico a gioire è un centrodestra che si riscopre forte, se unito.
Unione che sarà poi tutta confermare.
 
Ballottaggi - salvini
 
Sarà interessante capire quando la sinistra troverà la forza di ammettere errori, che lo stesso Renzi nega nelle subitanee dichiarazioni post elettorali.
Altrettanto, sarà interessante vedere chi e quando la destra sceglierà tra i galli nel pollaio e quando il M5S prenderà decisioni che, quantomeno, non facciano pensare ad una fede a prescindere verso Grillo.