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L’incredibile storia di Elizabeth Cotten

Elizabeth Cotten, Irene Young Photography

 
 
Il 5 gennaio del 1893 nasceva Elizabeth Cotten, una donna la cui esistenza fu quasi del tutto ignorata dal mondo intero, nonostante il suo modo di suonare la chitarra, sia stato per molti musicisti fonte d’ispirazione e le sue canzoni, eseguite e registrate da artisti come Joan BaezBob Dylan, Grateful Dead, Jerry Garcia e tanti altri ancora.

Elizabeth ‘Libba’ Cotten nacque nei pressi di Chapel Hill, città del North Carolina che il 6 maggio del 1969, nominerà suo primo cittadino Howard Nathaniel Lee, primo afroamericano nella storia degli Stati Uniti ad essere eletto sindaco in un centro a maggioranza bianca. Anche le radici di Elizabeth affondavano nel continente africano, i suoi nonni giunsero oltreoceano da schiavi. Era la quinta ed ultima figlia di Louisa Price e George Nevill, lei una cuoca e lui un minatore che per arrotondare si faceva ‘moonshiner’, ovvero uno di quelli che durante il proibizionismo producevano e vendevano whiskey illegalmente.

Leggenda vuole i genitori non si trovassero d’accordo su quale nome darle al momento della nascita e la diatriba andò avanti per anni, così era chiamata semplicemente ‘Babe’, oppure ‘Shug’, contrazione di sugar, o ancora ‘Little Sis’, sorellina, finché al primo giorno di scuola, lei stessa si presentò come Elizabeth.

Canti tradizionali e musica rimbalzavano da sempre sulle mura domestiche e Libba, aveva solo sette anni quando per la prima volta fece scivolare le dita su delle corde, erano quelle del banjo di suo fratello maggiore e per farlo, temendo che non le avrebbe mai dato il permesso, attese che questi si recasse al lavoro. Andò avanti finché non arrivò il giorno in cui quelle corde non decisero di tradirla ed anziché continuare a vibrare, si spezzarono svelando il noleggio non proprio autorizzato.

Tuttavia, non ricevette troppi rimproveri ed anzi, le fu concesso di continuare ad usarlo, ma dopo un paio d’anni, il fratello se ne andò di casa e con sé portò il banjo. A lei non rimase quindi che trovarsi un’occupazione e guadagnar il denaro necessario per comprarsene uno. Andò chiedendo porta a porta e alla fine, per 75 centesimi al mese, fu assunta come domestica presso una famiglia che abitava non distante da casa sua.

Parte del guadagno lo metteva a disposizione anche della famiglia e quando finalmente ebbe racimolato il denaro che le occorreva, si precipitò a comprar, non un banjo, bensì una chitarra sulla quale aveva messo gli occhi ormai da tempo, era una Sears & Roebuck e la pagò 3,75 dollari.

Elizabeth Cotten era mancina e attualmente, è stimato che lo sia circa il 10% della popolazione mondiale, di conseguenza, raramente si pensa alle necessità di chi non è destrimane, anche per gli oggetti di uso quotidiano e benché non manchino grandi nomi a rappresentare la categoria (solo per dirne uno, Jimi Hendrix), ancora oggi un chitarrista può trovare davanti a sé ostacoli, figuriamoci se questo non poteva costituire un problema agli inizi del XX secolo.

Come naturalmente farebbe un mancino, Libba aveva imparato tenendo il banjo al contrario, ma non aveva cambiato l’ordine delle corde e allo stesso modo continuò a fare anche con la chitarra. Un modo di suonare che andava contro ogni regola e che modificava radicalmente il comportamento delle mani.

La Cotten infatti, al contrario di quanto si faccia nel fingerstyle, suonava le note basse con l’indice e destinava al pollice quelle alte.

Uno stile unico che non poteva passare alla storia se non come il ‘Cotten-picking’, una tecnica tanto particolare che ne faranno un faro per molti chitarristi ed altrettanto originale, sarà inoltre l’intero suo repertorio, in quanto farà convivere elementi della cultura musicale nera e quelli della tradizione bianca, passando dal il ragtime per spaziare dal piedmont blues all’old time country.

Aveva 11 anni quando impugnò la sua chitarra e più o meno a quell’età, illuminata dai convogli ferroviari che sonnolenti passavano vicino casa sua, compose ‘Freight Train’, canzone che diverrà una pietra miliare del folk revival, ma a lei, la popolarità giungerà solo dopo aver percorso la più lunga e tortuosa delle strade.

 

L’incredibile storia di Elizabeth Cotten

Alla fine del 1910, quella che ancora era Elizabeth Nevill sposò Frank Cotten, i due erano molto giovani e poco dopo il matrimonio, dall’unione nacque Lillie, la loro prima ed unica figlia. Per andare avanti la coppia cercò aiuto nella chiesa e questo non tardò ad arrivare, ma il prezzo da pagare fu altissimo. Il blues e la musica a lei cara, non erano certo considerati adatti a persone devote, appartenevano al ‘demonio’, dunque roba per criminali, prostitute ed emarginati. Libba fu perciò esortata ad abbandonare i ritmi con i quali era cresciuta per abbracciare canzoni che più si confacevano all’ambiente religioso. Il risultato fu che a parte un breve periodo in cui tentò di adattarsi, l’insofferenza verso quella musica la spinse ad appendere la chitarra al chiodo.

Più tardi i Cotten si trasferirono a New York, Frank avviò un’impresa di autotrasporti, fu la prima in città ad essere di proprietà di un afroamericano e nella Grande Mela rimasero insieme fino a metà degli anni ’40, momento in cui lei decise di separarsi e andare a vivere a Washington, dove nel frattempo Lillie si era creata una famiglia.

Nella capitale Elizabeth Cotten trovò impiego in uno dei grandi magazzini della Lansburgh, una nota catena commerciale, ed anche se non ne poteva averne consapevolezza, era capitata nel posto giusto al momento giusto.

Un giorno infatti, notò una bambina in lacrime, si era smarrita, così le si avvicinò e con fare premuroso le chiese il nome: “Peggy Seeger”, rispose. Elizabeth si affrettò perché la piccola potesse riabbracciare quanto prima la madre, ovvero, Ruth Porter Crawford, affamata ricercatrice di folk americano, nonché pionieristica compositrice modernista, autrice di brani quali ‘Sonata for Violin and Piano’ del 1926, ‘Three Chants’ del 1930 e ‘String Quartet’ del 1931, probabilmente la sua opera più celebre.

Inoltre, la Crawford era sposata con il compositore Charles Louis Seeger Jr. e la musica avrebbe presto illuminato anche il destino di alcuni dei loro figli, la stessa Peggy insieme al fratello Mike, diventeranno autentiche icone del folk.

Fra le due donne s’instaurò un clima amichevole ed in segno di gratitudine, a Elizabeth Cotten fu offerto di lavorare da loro come cameriera. Accettò e inevitabilmente si trovò nuovamente immersa nel suo mondo. Ovviamente i Seeger non potevano certo immaginare il talento di quella gentile signora e ne rimassero all’oscuro fino ai primi degli anni ’50, quando un pomeriggio, terminate le sue mansioni, la Cotten proprio come fece da bambina, non riuscì a trattenersi dall’afferrare una delle tante chitarre presenti nell’abitazione.

Sapeva di essere sola, s’infilò in cucina e cominciò a suonare la sua ‘Fright Train’.
Peggy e Mike però rincasarono e rimasero talmente incuriositi da quanto stavano ascoltando, che cercarono di non farsi notare per continuare ad assistere alla piccola esibizione. Tuttavia Elizabeth si rese conto di esser stata scoperta e timorosa d’essersi giocata il posto di lavoro, mise giù la chitarra e chiese immediatamente scusa per quel tempo che si era regalata, senza averne prima chiesto il permesso.

I due giovani erano però rimasti colpiti da quella musica e insistettero perché continuasse.
«Vogliamo sentire quello che stavi suonando. Da dove viene quella canzone?», chiesero e la Cotten, rispose loro che l’aveva inventata “qualche” anno prima.
«Suonala ancora», ribatterono e accontentati all’istante, lo stupore aumentò a causa dello strano modo di tenere la chitarra.

Era il 1952 quando Mike Seeger cominciò a registrare Cotten e cinque anni più tardi ne produsse l’album d’esordio: ‘Folksongs and Instrumentals with Guitar’. Un disco da lei stessa definito country ragtime che conteneva brani quali ‘Spanish Flang Dang’, ‘Wilson Rag’, ‘Going Down The Road Feeling Bad’, ‘Oh, Babe It Ain’t No Lie’, ‘Sweet Bye And Bye’ e il capolavoro più volte citato, ‘Freight Train’.
 

 
A metà degli anni ’50 quest’ultima stava già spopolando ed il motivo va però ricercato nel fatto che Peggy Seeger, la eseguì durante una serie di concerti in Inghilterra e la canzone non passò inosservata. Finì registrata dalla cantante britannica Nancy Whiskey e il brano divenne un successo in Gran Bretagna, ma senza che a Elizabeth Cotten fossero riconosciuti i diritti d’autore e la beffa venne fuori quando per merito del cantante country pop Rusty Draper, il pezzo cominciò a circolar nelle radio degli Stati Uniti, guadagnando istantanea popolarità.

A rimetterci fu solo l’autrice di quella canzone, che si vide infatti costretta ad accettare che l’opera fosse attribuita anche a Fred Williams e Paul James, i due uomini che avevano convinto la Seeger a registrare il brano per poi affidarlo alla Whiskey.

E’ all’età di 67 anni che Elizabeth Cotten fece il suo primo concerto, era il 1960 e da allora, continuò a prendere parte a numerose manifestazioni suonando a fianco di artisti del calibro di Muddy Waters, John Lee Hooker, negli anni ’70 si esibì in gran parte degli Stati Uniti ed insieme a Taj Mahal, si fece conoscere in Europa.

Nonostante i successi, grazie ai quali ebbe anche la possibilità di acquistare una casa a Syracuse, dove si trasferì insieme a figlia e nipoti, non raggiunse mai la dovuta fama, non abbandonò praticamente mai il lavoro di domestica e gli onori arrivarono solo al termine della sua vita. Nel ’72 le fu assegnato il Burl Ives Award per l’eccezionale contributo alla musica popolare e solo nell’84, ricevette il Grammy Award per l’album ‘Elizabeth Cotten Live’, riconosciuto come miglior disco di musica etnica e tradizionale.

Si spense all’età di 94 anni, il 29 giugno del 1987.

“You’re gonna miss me by my walk
You’re gonna miss me by my every day talk
Friends, I know you’re gonna miss me when I’m gone”

‘When I’m Gone’