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Brian Eno: Lightforms Soundforms

 
 
Brian Eno ha presentato presso il centro culturale Arts Santa Monica di Barcellona un’esposizione chiamata Lightforms – Soundforms (forme di luce – forme di suoni), ma avrebbe potuto essere anche intitolata come il romanzo di Milan Kundera, La lentezza.

Si tratta di un percorso di sottili variazioni e cambiamenti nelle strutture che si estendono per lunghi periodi di tempo (a volte anche milioni di anni) Lo stesso artista consiglia di visitarla in solitudine per poter gestire il proprio tempo a seconda della nostra percezione.
Brian Eno dice infatti che “È una mostra che può essere vista in molti modi diversi”.

Di certo la parte più conosciuta del suo lavoro è legata alla musica. Ex tastierista dei Roxy Music, compositore, padre della musica ambient, produttore degli U2, Talking Heads e David Bowie, Brian Eno è sempre stato considerato un artista che ha intrapreso strade illogiche e, per ora, Lightforms Soundforms è la mostra più differente che si possa vedere nel suo lavoro da decenni.
 
Brian Eno
 

«Mentre studiava l’arte, la mia preoccupazione principale era la luce», dice Eno. «Ho iniziato a usare la luce come il colore di un dipinto, non mi ha mai interessato luce a sostegno di un gioco o di un concerto. Così ho finito per fare dipinti di luce. E quando finii gli studi invece che dedicarmi alla pittura entrai in una rock band»

La mostra è suddivisa in cinque sezioni che spiegano la varietà di approcci e di prospettive da cui Eno si è avvicinato alla sua creazione artistica.

Al piano zero dell’Arts Santa Monica, c’è il chiostro Max Cahner, c’è una parte minima della sua opera musicale e vi è esposta la sua ultima composizione, New Space Music. Si tratta di una parte generativa che suona ininterrottamente, accompagnato da un gioco luci e da una decorazione leggera e confortevole, creando uno spazio appositamente progettato per ascoltare con attenzione e con tranquillità, seguendo il modello dell’arte sonora.
 

 

Al piano superiore v’è un altra opera generativa, uno dei processi creativi preferiti da Eno. È un processo generativo che parte dall’interazione di tecnica ed estetica: nell’arte generativa, il creatore dispone di un materiale di partenza composto da forme, colori e suoni dai quali sviluppa modelli di di cambiamento utilizzando algoritmi che rendono il lavoro in cambiamento costante non appena viene attivato computer.

Così, New Space Music è una parte musicale che sembra sempre uguale ma offre sottili costanti cambiamenti; in questo modo la parte visiva di 77 Million Paintings è come un quadro infinito che non è mai uguale all’ultima volta che avete visto.

77 Million Paintings è un pezzo di Eno di una certa età, ha circa 12 anni, ed è la sintesi di buona parte del lavoro visivo di Brian Eno.

Eno ha recentemente creato un altro lavoro, che può essere visto nella mostra, denominata Light Box: apparentemente sono quadri in stile dell’espressionismo astratto, forme pure di colore, però ogni quadro cambia molto lentamente creando nuove sfumature e nuove trame di luce.
É un’esperienza sensoriale ed estetica che certamente merita di essere vissuta e che a Barcellona sarà possibile trovare fino al 1 ottobre.