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Miss Aniela, al secolo Natalie Dybisz: la donna in fotografia

 
Quella di Miss Aniela, al secolo Natalie Dybisz, è la storia di un’artista dell’immagine diventata tale inaspettatamente, il primo incontro con la fotografia l’ebbe durante il sixth form college, tuttavia, soltanto alcuni anni dopo venne da lei stregata e rapita, ovvero mentre con propositi quanto mai distanti dall’intraprendere un cammino in tale mondo, si trovava sulla costa meridionale dell’Inghilterra, nei pressi di Falmer, per studiare letteratura e media all’Università del Sussex. Voleva diventare giornalista, ma fato volle che navigando sul web s’imbattesse in un sito dove amatori e talenti esibivano i propri lavori e la sorpresa nel constatarne la vivace e libera condivisione, le riaccese il desiderio d’armeggiare una fotocamera.

Miss Aniela, al secolo Natalie Dybisz, la fotografa inglese autrice di surreali e poetiche fotografie sublimanti il ruolo e la forma della donna. (https://terzopianeta.info)Nata a Leeds nel 1966, cominciò così, con attrezzatura economica e appassionata pratica in Photoshop, a liberare inventiva focalizzando l’attenzione soprattutto sull’autoritratto e senza troppo attendere, utilizzando a firma d’arte il secondo nome Aniela, fece esordio in rete. L’apprezzamento fu immediato e il crescente entusiasmo che ne accoglieva l’accattivante e originale surrealismo, contraccambiato da un’attività febbrile, inappagata dal repentino consenso e desiderosa di sperimentare. Non ancora fuori dall’ateneo iniziò a ricevere commissioni e a presentare le opere, ormai sempre più trottolanti nella ragnatela globale, in mostre personali a Brighton, Londra e appena conseguita la laurea, tra il 2008 e il 2009 volò in Spagna, Argentina e poi negli Stati Uniti, rispondendo all’invito della Microsoft di intervenire al Photo Summit e al tempo stesso, esponendo a Miami e alla David Weinberg Gallery di Chicago.

La fotografia è il mio ‘vivere’, non fa differenza se un lavoro è personale o commerciale, perché è la creazione a farmi sentire viva. La mia mente è in tutto ciò che realizzo e costantemente, miro oltre i traguardi raggiunti per offrire immagini che risultino sempre coinvolgenti e dal valore più elevato possibile.

D’improvviso limpido estro era esploso e arte sbocciata nelle serie Multiplicity, Tricks, Abandoned, Ecology, catalizzando l’attenzione dei media a livello planetario. I lavori difatti, più tardi confluiti nella raccolta Self Gazing, attrassero quotidiani, riviste ed emittenti televisive come Metro, The Sun, Daily Mail, El Pais, La Repubblica, Alarm Magazine, NY Arts, BBC e nel 2011, continua evoluzione portò Miss Aniela a cambiare rotta abbandonando gradualmente l’autoritratto per dar vita a Surreal Fashion, una collezione d’opere oniriche, poetiche, sontuose; fotografie letteralmente dipinte in un abbraccio tra contemporaneo, epoca rinascimentale e rococò, sublimante il contatto tra natura e forma femminile. Nuova espressione che nel 2012 venne esposta al Glimpse at Photo Vogue di Milano, due anni dopo al Continental Shift della Saatchi Gallery, al Castle Fine Art di Londra e il giro d’Europa proseguì nelle stanze del museo Prins Eugens Waldemarsudde di Stoccolma, dove in mostra rimase per quattro mesi a partire da settembre 2016 e nel successivo aprile, dodici immagini furono messe a permanente ornamento delle settecentesche mura del lussuoso Hôtel de Crillon di Parigi.

Nel medesimo periodo la fantasia di Miss Aniela aveva intanto continuato ad effondere meraviglia realizzando Faces, magnetici volti con decori evocanti la tradizione orientale, le pitture di Pieter Paul Rubens, Antoon van Dyck, Alexandre-François Desportes, Jan Van Kessel e susseguentemente, dal commisto di dolore e gioia legato alla maternità, scaturì il progetto Birth Undisturbed.

Nel 2013, l’unione di lunga data tra l’artista e il compagno nonché produttore, Matthew Lennard, stava preparandosi a dar il benvenuto al primo figlio, Evan, ma intorno all’ottavo mese di gravidanza, diagnosi ecografica rivelò che il bambino presentava agenesia renale bilaterle, grave e rara sindrome malformativa a cui non sarebbe sopravvissuto. La coppia non volle comunque fermare il tempo, quindi attese lo scadere della quarantesima settimana e l’11 dicembre, egli «nacque angelo, già a miglia di distanza nel suo perdurante epico viaggio». Convinta sull’istintività e naturalezza del parto, fu in casa, come da tradizione, che Miss Aniela l’accolse stringendolo a sé in un intimo saluto, prendendo poi identica decisione a maggio 2015 nel dare alla luce Lilith e con aumentata fermezza ancora il 3 marzo 2019, quando ad arricchire la famiglia è giunta Skie.

Esperienze, tutte, da cui trasse ispirazione per esaltare la meraviglia della procreazione e lo sconfinato valore della donna: «Il suo amore è più potente di ogni altra cosa, potrebbe compiere l’impossibile se lo volesse. La donna è una guerriera; quanto è triste questo mondo che l’ha convinta del contrario, solo perché ne teme il cuore, la pace e l’amore, armi così potenti da tentare d’annientarle costruendo spade e pistole. Lei è l’amore stabilito, per essere venerata e assistita dall’uomo, e finché coscienza non riuscirà a guarirci e farci aprire gli occhi, saremo costretti ad accontentarci della cruenta sopraffazione in cui viviamo […] Ripenso alla nascita dei miei figli con gioia, perché i nostri desideri sono stati rispettati e trovo sia assurdo come molte donne abbiano subìto traumi, protrattisi anche anni dopo un parto “regolare”, a causa del modo in cui sono state trattate. Desideravo ardentemente che ogni donna potesse sentirsi autorizzata e rafforzata al pari di me quando ho dato alla luce Evan, di avere una nascita indisturbata».

Nel 2018, al Birth Undisturbed venne riconosciuto l’internazionale Mother Art Prize e il Julia Margaret Cameron Award, mentre per l’opera Aquadural, nel 2019 Miss Natalie Aniela Lennard ha ricevuto il Portrait of Humanity lanciato dal British Journal of Photography in collaborazione con Magnum Photos.


 
 
 
 

Continua con la fotografia surreale di Eugene Soloviev