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Augusto De Luca rivela “Armageddon”, collezione di fotografie «ispirate ai recenti conflitti mondiali»

 
Augusto De Luca, fotografo partenopeo, autore d’intimi e profondi ritratti d’iconiche personalità d’epoca odierna ed in cui il “presente” scorre e si rivela oltre l’immagine realistica, ma scoprendo la propria e più profonda complessità — conquistando gallerie pubbliche e private d’ogni angolo del globo, dall’Archivio Comunale di Roma, alla parigina Bibliothèque National e, dal Musée de la Photographie di Charleroi, Belgio, al National Museum of Chinese Fine Arts di Pechino — ha sollevato velo dal neonato progetto dall’esplicativo titolo, Armageddon, evocando sicché battaglia finale tra Bene e Male cantata dalle Sacre Scritture, per battezzar la poeticamente drammatica collezione d’opere, narrante l’assurdità, l’orrore della guerra:

Augusto De Luca • TerzoPianeta.info«La fotografia ha sempre avuto il potere di catturare l’essenza della realtà, ma quando si avventura nel regno del metafisico e del surreale, diventa uno strumento per esplorare dimensioni invisibili e simbolismi profondi. In un mondo segnato dalle catastrofi delle guerre mondiali, la ricerca fotografica che intreccia queste tematiche offre uno sguardo unico sulla storia umana, una narrazione visiva capace di provocare emozioni e riflessioni. Le mie ultime fotografie trascendono il semplice atto di scattare immagini; si tratta di un viaggio nell’anima delle persone, un tentativo di catturare l’invisibile che si cela dietro gli eventi storici. Le cicatrici lasciate dai conflitti globali sono evidenti, ma ci sono anche le ombre e i silenzi, le storie non raccontate di chi ha subito e di chi ha combattuto. Attraverso i filtri dell’arte, si esplorano l’essenza delle emozioni umane, utilizzando elementi surreali per evidenziare il dolore e la speranza. Ogni immagine scattata in questo contesto è carica di simboli. Questi simboli non solo evocano la memoria collettiva delle guerre, ma invitano anche lo spettatore a confrontarsi con la propria interpretazione della sofferenza e della rinascita. La scelta delle forme, la composizione e l’illuminazione diventano strumenti per raccontare storie che vanno oltre il visibile. La componente surreale nella mia ricerca fotografica entra in gioco quando la realtà viene “distorta”, creando immagini che sembrano uscire da un sogno. In questo contesto, il surreale non vuole negare il dolore, ma amplificarlo, portando lo spettatore a una dimensione di comprensione più profonda, scenari onirici, ricchi di significati nascosti. Questo approccio sfida l’osservatore a riflettere su quale sia il confine tra la realtà e l’immaginazione, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. Questo lavoro fotografico surreale e simbolico sulle catastrofi delle guerre mondiali non è solo un documento, ma un invito a vedere oltre le immagini superficiali. È un richiamo a esplorare le emozioni e le esperienze umane, a confrontarsi con il passato e a trovare un significato profondo nella bellezza e nel dolore. Attraverso l’arte, le storie di milioni di vite perdute e trasformate continuano a vivere, incoraggiandoci a mantenere viva la memoria e a guardare al futuro con occhi nuovi».
 
Augusto De Luca, fotografo napoletano autore di opere in cui il
 
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Augusto De Luca, fotografo napoletano autore di opere in cui il
 
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