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Maud Lewis, la commovente fiaba di una pittrice

 
 
Maud Lewis è stata un luminoso esempio di come l’animo umano possa sopraffare le avversità con amore, con un sorriso tanto delicato come minuto e fragile era il suo corpo, eppure gonfio di una passione che ne farà una delle pittrici canadesi più amate, vincendo un destino che in termini di dolore tentò di non farle mancare nulla.

Nacque a South Ohio, una cittadina situata in quella che una volta era chiamata la ‘provincia dimenticata’ del Canada, la Nuova Scozia, un lembo di terra affacciata sull’Atlantico e spesso avvolta da un così denso manto di nebbia che pare volersi nascondere al mondo.

I suoi genitori erano John Nelson e Agnes Mary (Germain) Dowley, una giovane coppia che non disponeva di grandi possibilità economiche, lui faceva cinture, mentre lei si occupava della casa dove nel 1898 venne al mondo Charles e cinque anni più tardi, il 7 marzo, Maud Kathleen, manifestando un’artrite reumatoide che sin dalla tenera età la costrinse a convivere con il tormento fisico e a conoscere la sofferenza interiore.

Con il trascorrere del tempo la malattia la rese claudicante, ne obbligò il mento a premere sul petto, le incurvò le spalle, le deformò le dita. Una condizione che la rese vittima del vile scherno dei coetanei, dei compagni di scuola e da quelle aule fuggì da adolescente, per allontanarsi dal mondo perfetto e passare le giornate da sola, tenendo stretta la felicità cullata dalle premure che i genitori le riservavano.

Quando giungeva il Natale, la madre era solita dipingere cartoline augurali che poi vendeva guadagnando qualche moneta ed arrivò il giorno in cui volle incoraggiare la figlia a fare lo stesso. Le insegnò a disegnare, poi a realizzare le sue prime cartoline utilizzando acquerelli e pennello, saranno per lei compagnia e amore di una vita non ancora stanca di riservarle momenti drammatici.

A fine anni ’20, a catturarle il cuore arrivò Emery Allen, pare che per Maud sia stato un indimenticato colpo di fulmine. Gli donò una figlia che la chiamarono Catherine, ma se per l’epoca era già inconcepibile che fosse accaduto fuori dal matrimonio, quando madre e figlia furono anche abbandonate, la bambina venne data in adozione e fu accolta da una coppia di Deerfield, Alvin e Mamie Crosby. Con loro crebbe ben sapendo chi fosse Maud Lewis, cercò a lungo d’incontrarla, ma per cause che non hanno trovato risposte, non riuscirono mai a riabbracciarsi.

Lacrime che tornarono a scendere quando il 4 aprile 1935, il padre John, già afflitto da un’insufficienza renale si spense per una miocardia cronica e solo due anni dopo, il 9 febbraio, una trombosi coronarica le portò via anche la madre Agnes.
Devastata dalle perdite, Maud si vide anche rifiutata da Charles. L’uomo infatti si preoccupò esclusivamente di ricevere l’eredità di famiglia badando che la sorella ne fosse esclusa e a lei non rimase altro da fare se non trasferirsi nella vicina Digby, cercando e trovando sostegno dalla premurosa zia materna Ida May.

A poco di 6km di distanza, nelle campagne di Marshalltown viveva Everett Lewis, un 35enne scapolo e squattrinato che nella vita non aveva conosciuto altro se non la povertà e la fatica per uscirne. Viveva coltivando la terra, vendendo il pesce come ambulante, aveva imparato a far di tutto una risorsa e in quel periodo, stanco di dover provvedere alle faccende domestiche si era messo alla ricerca di una governante. Per trovarla aveva tappezzato i negozi del posto con degli annunci e uno di questi, fu raccolto da Maud.

A spingerla forse il desiderio di uscire da una solitudine fattasi ancor più silenziosa dalla scomparsa dei genitori, oppure semplicemente la volontà di essere indipendente e avere occasione di mostrare la propria gratitudine verso la zia, comunque sia, andò alla microscopica casa di Everett e senza indugiare bussò alla sua porta. Quando questi aprì e si trovò davanti Maud, nessuno sa cosa possa essere accaduto, fatto sta che il 26 gennaio 1938, i due si sposarono e lei diventò la Sig.ra Maud Lewis, come il mondo l’avrebbe ricordata.

La casa aveva il classico tetto spiovente ed era composta da due vani, un soggiorno con lavabo, una sola finestra e una stufa dove arder legna per respingere le gelide temperature canadesi e una camera da letto raggiungibile salendo per una sgangherata scala di legno si arrivava alla camera da letto. Era un tugurio dove mancava persino la corrente elettrica, eppure Maud Lewis riuscì a trasformarla nella dimora più adorabile, colorata e gioiosa che mai nessuna fiaba aveva saputo immaginare.
 
Maud Lewis è stata un luminoso esempio di come l’animo umano possa sopraffare le avversità con amore, con un sorriso tanto delicato come minuto e fragile era il suo corpo, eppure gonfio di una passione che ne farà una delle pittrici canadesi più amate, vincendo un destino che in termini di dolore tentò di non farle mancare nulla. (https://terzopianeta.info)
 

Maud Lewis è stata un luminoso esempio di come l’animo umano possa sopraffare le avversità con amore, con un sorriso tanto delicato come minuto e fragile era il suo corpo, eppure gonfio di una passione che ne farà una delle pittrici canadesi più amate, vincendo un destino che in termini di dolore tentò di non farle mancare nulla. (https://terzopianeta.info)
 

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Maud Lewis è stata un luminoso esempio di come l’animo umano possa sopraffare le avversità con amore, con un sorriso tanto delicato come minuto e fragile era il suo corpo, eppure gonfio di una passione che ne farà una delle pittrici canadesi più amate, vincendo un destino che in termini di dolore tentò di non farle mancare nulla. (https://terzopianeta.info)
 

Maud Lewis è stata un luminoso esempio di come l’animo umano possa sopraffare le avversità con amore, con un sorriso tanto delicato come minuto e fragile era il suo corpo, eppure gonfio di una passione che ne farà una delle pittrici canadesi più amate, vincendo un destino che in termini di dolore tentò di non farle mancare nulla. (https://terzopianeta.info)
 
Al contempo, la speranza di Everett di aver finalmente trovato una persona che si sarebbe occupata di ordine e fornelli, si infranse nella realtà di una malattia che aveva talmente stravolto le mani di Maud, che a malapena riusciva a dipingere. Ormai una reggeva l’altra e sotto l’unica fonte di luce presente, quel ridente folletto creava le sue coloratissime opere dove finivano gatti bianchi, neri, cavalli e carrozze, le barche di Cape Island e ancora i buoi, la fauna selvaggia della regione, scene di vita quotidiana, i paesaggi della costiera sepolti sotto dalla neve e al rifiorire della primavera.

Everett procurava i colori e faceva le tavole in legno destinate ai quadri che avrebbe poi venduto. Non è ben chiaro se fosse realmente mosso dall’affetto oppure se in qualche modo avesse intuito che l’attività di Maud Lewis poteva trasformarsi in una vera e propria risorsa. E’ stato descritto come un uomo estremamente avaro, che pur di risparmiare impediva alla moglie di ascoltare la radio. Nascondeva le batterie esattamente come faceva con il denaro che incassava con i dipinti. A sua discolpa però, va tenuto presente che a volte l’aver patito fame e vissuto miseria può far compiere azioni e assumere atteggiamenti dettati più dal timore che dall’egoismo.

All’origine della sua arte non c’era alcuna scuola se non quella della madre e per di più, l’esistenza di Maud si era svolta essenzialmente tra quattro mura, per cui i suoi disegni erano frutto di quello che aveva tenuto a sé la memoria. Lentamente però, la notizia di quella solitaria pittrice cominciò a diffondersi, finché non arrivò ai giornalisti della Star Weekly, una rivista di Toronto fondata nel 1910 e sopravvissuta con uscite settimanali fino al 1973.

Era il 1965 quando pubblicarono quel primo articolo su Maud Lewis, a seguito del quale venne contattata dalla Canadian Broadcasting Corporation che la fece protagonista di un documentario trasmesso a livello nazionale. Immediata arrivò la fama e con lei numerose commissioni. Molte giunsero dall’allora premier della Nuova Scozia, Robert Stanfield e altre persino dalla Casa Bianca. Richard Nixon in persona, avvalendosi dell’assistente John Carrol Whitaker, già coordinatore della campagna presidenziale del ’68, richiese e ottenere due dipinti.

La piccola dimora diventò meta di un continuo pellegrinaggio e i suoi quadri, le cui dimensioni non superavano la trentina di centimetri, un oggetto di culto. Oltre quella misura le era impedito dall’artrite, non riusciva a muovere liberamente le braccia, sebbene sia noto che abbia realizzato almeno cinque lavori su basi di circa 60×90 cm. Maud Lewis accoglieva quella folla di curiosi e ammiratori con un sorriso stampato in volto e continuava a vendere le sue creature per pochi dollari; era lontana dall’immaginare che sarebbe stata ritenuta una delle figure più significative dell’arte canadese e forse, non avrebbe cambiato niente.

Il 30 luglio 1970, a causa di un polmonite Maud Lewis si spense in una camera dell’ospedale di Digby, verrà adagiata in una bara per bambini. Da allora presero a circolare numerosi falsi, alcuni sembra che portassero la firma di Everett. Dopo una vita di stenti ed espedienti, nel 1979 venne ucciso da un ladro che si era intrufolato nella sua abitazione.

A seguito della dipartita, preoccupati per il decadimento a cui stava andando incontro la piccola casa della pittrice, per iniziativa dei cittadini nacque la Maud Lewis House Society, un’associazione che il solo scopo di raccogliere i fondi necessari per restaurarla e mantenere vivo il ricordo. L’obiettivo richiedeva però una spesa maggiore di quella prevista e nel 1984, si fece avanti la Provincia della Nuova Scozia. L’acquistò e dopo averla riportata al suo aspetto originale, ne ordinò il trasferimento all’interno della Art Gallery della capitale Halifax, dove tutt’oggi si trova a testimonianza di uno spirito più che mai brioso e vitale.

L’interesse per i dipinti di Maud Lewis è andato sempre più intensificandosi e altrettanto la domanda e le quotazioni, toccando i 2mila, 7mila, 9mila dollari fino ai 45mila raggiunti ad un’asta del 2017.

Finché ho con me un pennello, sto bene

 

Maud Lewis è stata un luminoso esempio di come l’animo umano possa sopraffare le avversità con amore, con un sorriso tanto delicato come minuto e fragile era il suo corpo, eppure gonfio di una passione che ne farà una delle pittrici canadesi più amate, vincendo un destino che in termini di dolore tentò di non farle mancare nulla. (https://terzopianeta.info)
 

Maud Lewis è stata un luminoso esempio di come l’animo umano possa sopraffare le avversità con amore, con un sorriso tanto delicato come minuto e fragile era il suo corpo, eppure gonfio di una passione che ne farà una delle pittrici canadesi più amate, vincendo un destino che in termini di dolore tentò di non farle mancare nulla. (https://terzopianeta.info)
 

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