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Laurie Lipton, uno sguardo tagliente sul mondo

Laurie Lipton, Lady Death

 
 
Laurie Lipton, è autrice di illustrazioni realizzate secondo una tecnica del tutto particolare, unica, opere che con sguardo sardonico prendono in esame aspetti della nostra cultura, restituendo un’immagine grottesca ed inquietante della società. Il suo è un linguaggio crudo e pungente, peculiarità che non pochi considerano motivo del fatto che buona parte del mondo dell’arte convenzionale, continua ad ignorarne il talento nonostante a raccontarlo sia una carriera di oltre cinquant’anni.

Nata a New York nel 1953, Laurie Lipton mostra fin dall’infanzia una naturale predisposizione per il disegno, a soli quindici anni vende il suo primo lavoro e dopo aver frequentato la Carnegie Mellon University, con in tasca una laurea in Belle Arti, lascia la Pennsylvania per partire alla volta dell’Europa. Vi rimarrà per 36 anni viaggiando tra Belgio, Francia, Germania, Olanda e Regno Unito, dove alla fine decide di fermarsi e trascorre gran parte della sua permanenza lontano dagli Stati Uniti.

Ad affascinarla è la scuola pittorica olandese del XVI secolo, arte figurativa quanto mai lontana da quella concettuale e astratta affrontata durante gli studi universitari. Fonte d’ispirazione sono personaggi come Jan van Eyck, Albrecht Dürer, Hans Memling ed ancora Rembrandt, Francisco Goya, maestri ai quali tenta di rubare i segreti riproducendone le opere, ma a catturare la sua attenzione sono anche i volti immortalati dagli scatti di Diane Arbus, fotografa statunitense di origini russe, che del mondo ritraeva le diversità. E’ il suo modo di usare il bianco e nero a colpirla e non passa molto tempo, prima che si renda conto di come questo potesse essere perfetto per realizzare quello che aveva in mente.

Come ogni artista, Lipton era in cerca di un proprio stile, voleva dar vita a qualcosa di mai visto prima e di non facile definizione, l’immagine che aveva ben chiara in mente era quella di un mondo sospeso tra realismo e surrealismo. Pensò che niente come i toni del bianco e nero magistralmente utilizzati dalla Arbus, sarebbero stati oltremodo appropriati per creare quelle atmosfere angoscianti, tetre, dalle quali però traspare sovente un senso di dolcezza; qualcosa di delicato permane nei suoi lavori, forse proprio per l’effetto nostalgico di colori che l’artista statunitense definisce “dei fantasmi, del tempo che passa, della memoria e della pazzia”.

In giro per il Vecchio Continente, Laurie Lipton comincia così a sviluppare una tecnica tanto originale quanto massacrante, tecnica che diverrà la sua caratterista principale, ovvero, disegnare eseguendo migliaia di linee a tratteggio incrociato, tanto sottili, quanto precise, un metodo che può ricordare quello utilizzato per dipingere con la tempera all’uovo, solo che nel suo caso, gli attrezzi sono matita e carboncino.

“È un modo folle di disegnare”, afferma, “ma i dettagli e la luminosità che ne derivano meritano tutta la fatica. I miei disegni richiedono più tempo di un dipinto di uguali dimensioni.” Molti dei suoi disegni sono infatti realmente giganteschi, non di rado sfiorano i 3 metri e a lasciare stupefatti quindi, non è solo l’abilità nel cogliere le storture della società e riproporle con estrema abilità espressiva e tagliente ironia, ma anche la capacità di creare intricate e complicatissime immagini la cui qualità, per l’infinita cura dei dettagli, è equiparabile alla fotografia.

Esseri umani sotto controllo e lobotomizzati per mezzo di dispositivi elettronici, l’ormai insanabile smania di selfie, la bellezza di plastica, celebrità dallo sguardo nero, vuoto come lo sono gli obiettivi puntati di ciclopici fotografi, il cui unico occhio è quello della telecamera ed ancora donne dal finto sorriso, eco di quelle anni ’50 e ’60, con accanto dispense o frigoriferi stracolmi di barattoli e lattine, che vanno a tristemente a sostituirsi all’acqua nella Grande Onda di Hokusai.

Intensi e provocatori, i disegni di Laurie Lipton non hanno un motivo dominante, affrontano temi politici, analizzano le fobie, il consumismo sfrenato che si ripercuote sull’ambiente, l’uso alienante della tecnologia, immagini di un decadimento della società come dell’anima, con la morte che torna con i suoi scheletri e teschi, quasi a rappresentare la scomparsa di una coscienza e un consumarsi interiore.

Cinica e geniale, Laurie Lipton oggi vive e lavora a Los Angeles e recentemente, le opere e la sua vita sono state raccontate in ‘Love Bite’, documentario che ha visto il debutto alla regia di James Scott e che l’artista ha definito “profondamente commovente, divertente ed inquietante”, come d’altronde non avrebbe potuto essere altrimenti.
 

Laurie Lipton, Celebrity
Celebrity, carboncino e matita su carta 60x160cm

 

Laurie Lipton, Off
Off, carboncino e matita su carta 234×176,5cm

 

Laurie Lipton, Nel
Nel, carboncino e matita su carta 233×171,5cm

 

Laurie Lipton, Augmental
Augmental, carboncino e matita su carta 170×134,6cm

 

Laurie Lipton, The Illusion of Control Tower
The Illusion of Control Tower, carboncino e matita su carta 55x150cm

 

Personal Effect, carboncino e matita su carta 152,4x233cm

 

Laurie Lipton, Personal Effect (dettaglio)
Personal Effect (dettaglio)

 

Laurie Lipton, Selfie
Selfie, carboncino e matita su carta 117x131cm

 

Laurie Lipton, Happy
Happy, carboncino e matita su carta 173,5×263,5cm

 

Laurie Lipton, Happy
Happy (dettaglio)

 

Laurie Lipton, Face Lift
Face Lift, matita su carta 53x40cm

 

Laurie Lipton, Love Bite
Love Bite, carboncino e matita su carta 137,4×96,5cm

 

Laurie Lipton, Post Truth
Post Truth, carboncino e matita su carta 124x271cm

 

Laurie Lipton, Post Truth (dettaglio)
Post Truth, (dettaglio)

 

Laurie Lipton, Comunication
Comunication, carboncino e matita su carta 67x98cm

 

Laurie Lipton, Death and the Maiden
Death and the Maiden, matita su carta 43x34cm

 

Laurie Lipton, Sexual Encounter
Sexual Encounter, carboncino e matita su carta 38x52cm

 

Laurie Lipton, Prime Time
Prime Time, carboncino e matita su carta 67×58,5cm

 

Laurie Lipton, Collateral Damage
Collateral Damage, carboncino e matita su carta 100x87cm

 

Laurie Lipton, Leashed Passion
Leashed Passion, matita su carta 70x100cm

 

Laurie Lipton, Family Reunion
Family Reunion, carboncino e matita su carta 66x96cm

 

Laurie Lipton, Veil
Veil, matita su carta 54,6x80cm

 

Laurie Lipton, Goblins
Goblins, carboncino e matita su carta 97x97cm

 

Laurie Lipton, The Hag’s Embrace
The Hag’s Embrace, carboncino e matita su carta 99x127cm

 

Laurie Lipton, Lady Death
Lady Death, matita su carta 58,3×40,6cm

 

Laurie Lipton, Treatment
Treatment, matita su carta 64,77×73,66cm

 

Laurie Lipton, Off Spring
Off Spring, matita su carta 62,23×50,8cm

 

Laurie Lipton, Last Night I dreamt I Murdered Mommy
Last Night I dreamt I Murdered Mommy, matita su carta 63,5x91cm

 

Laurie Lipton, When the Bough Breaks
When the Bough Breaks, matita su carta 37x45cm

 

Laurie Lipton, Enhanced
Enhanced, carboncino e matita su carta 38x29cm.jpg

 

Laurie Lipton, Lachrymose Lace
Lachrymose Lace, carboncino e matita su carta 57×40,2cm

 

Laurie Lipton, Self Portrait
Self Portrait

 

Laurie Lipton