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Yulin: In arrivo l’annuale strage di cani

 
 
Si avvicina il solstizio d’estate e a Yulin, Cina, viene salutato con l’ormai tristemente noto,”Festival della Carne di Cane e Litchi“, una dieci giorni durante la quale viene avviene un vero e proprio massacro di cani.

Yulin si trova nella regione autonoma di Guangxi e secondo le stime, fino a pochi anni fa, erano circa 10 mila gli animali che venivano brutalmente massacrati durante il festival, barbarie in cui le vittime non sono solo i cani, a dispetto del nome difatti, vengono uccisi anche migliaia di gatti.

Numeri che sono andati a calare, grazie ad una sensibilizzazione che ha generato forti opposizioni anche nella stessa Cina, ma gli attivisti per i diritti degli animali fanno notare come, nonostante la tradizione abbia antiche radici, risale a 5 secoli fa, non esistono allevamenti di cani, dimostrazione del fatto che mangiarne la carne, non solo non è mai stata una pratica così diffusa nel Paese, ma che alla base vi è un mercato nero in mano alla criminalità.

Non mancano coloro che nel continuo boicottaggio del festival vedono un atto vessatorio, in quanto il cane è da sempre considerato alla stregua di ogni altro animale domestico e questa è ovviamente una verità incontrovertibile, si tratta infatti di abitudini alimentari e tale usanza è diffusa anche in paesi come Corea e Vietnam.

Il problema risiede nei maltrattamenti e le sevizie alle quali gli animali sono sottoposti durante la manifestazione. I cani, spesso sottratti alle famiglie, vengono ammassati in gabbie ed inevitabilmente, si procurano lacerazioni e fratture da schiacciamento ed è una condizione in cui sono costretti a sopravvivere per giorni o addirittura settimane, prima di essere trasportati in macellerie a cielo aperto dove vengono loro inferte bastonate con il solo scopo di stordirli, per poi tosarli e gettarli ancora vivi nell’acqua bollente.
 

Yulin: I cani continuano a morire

Yulin, strage di cani
Una situazione insostenibile che, come afferma Peter J. Li rappresentante della Humane Society International, costituisce anche un grave pericolo per la sanità pubblica, in quanto alla totale mancanza di igiene si aggiunge il fatto che nelle tavole arrivano animali malati o morti da giorni.

Grazie alle operazioni delle associazioni animaliste, che da anni cercano di impedirne lo svolgimento, nel 2016 sembrava che la Cina si fosse decisa a vietare la vendita di carne di cane, prevedendo sanzioni che andavano dalla pena pecuniaria, circa 15mila euro, sino al carcere.

Ad annunciarlo fu l’associazione americana Duo Duo Animal Welfare Project, attraverso fonti ritenute attendibili presenti a Yulin. La notizia, avrebbe potuto essere un primo concreto passo contro le crudeltà compiute fino ad oggi. in breve tempo ha fatto il giro del mondo.

Forti dubbi sulla riuscita, arrivano però dalla BBC e a sollevarli fu Peter Li, il quale fece notare che già in passato si era tentato di fermarne o quanto meno di disincentivarne la pratica, ma senza risultato alcuno. Il provvedimento infatti, fu in seguito attenuato, limitandosi a proibire che la macellazione avvenisse lungo le strade, una decisione che in sostanza non ha cambiato nulla, dato che non ha certo messo fine alle vessazioni.

Mentre Taiwan e Filippine hanno definitivamente scelto di vietare l’uccisione di cani e gatti per fini alimentari, a Yulin, il Festival continua ad essere l’unica vera attrattiva in grado di portare turismo e limitazioni o impedimenti porterebbero quindi rivelarsi un danno sotto l’aspetto economico.

In atto c’è ancora la resistenza di buona parte dei commercianti, i quali hanno promosso il cibarsi della carne di cane, come una tradizione nazionale, quando non è così, ma le autorità di Yulin continuano ad essere riluttanti a far qualcosa di drastico, in quanto temono l’instabilità sociale.

Molti attivisti auspicavano l’insediamento Mo Gong Ming alla segreteria del Partito Comunista, in quanto, pareva fosse intenzionato a fare di Yulin un centro culturale lontano dalle immagini di raccapricciante crudeltà che negli ultimi anni hanno fatto il giro del pianeta, ma il prossimo 21 giugno, con ogni probabilità, tutto si ripeterà come ogni anno, migliaia di animali saranno torturati, perché la credenza popolare vuole che la carne sia migliore a causa dell’adrenalina messa in circolo, e solo dopo verranno uccisi.
 
Petizione online: ‘No al Festival degli orrori