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In arrivo le Geminidi, una pioggia di stelle cadenti

 
 
In arrivo le Geminidi e una meravigliosa pioggia di stelle coprirà i cieli della Terra, uno spettacolo reso ancor più bello dal fatto che la Luna sarà quasi del tutto assente, lasciando che sia lo sciame meteoritico ad illuminare la notte.

Le prime osservazioni delle Geminidi risalgono al 1800 e ogni anno, nel mese di dicembre tornano ad accarezzare il nostro pianeta dandoci modo di ammirarne l’unicità, queste meteore sono le sole ad essere originate con certezza da un asteroide anziché da una cometa ed il progenitore è “3200 Phaethon“, un oggetto celeste atipico e del quale non si conosce a fondo l’identità.

Personaggio della mitologia greca, Phaethon, Fetonte, secondo Ovidio era figlio di Climene ed Elio, il dio dei Sole. L’asteroide deve quindi il suo nome al fatto di muoversi su un orbita, che lo porta particolarmente vicino alla stella madre del nostro sistema, oltre che essere tra l’altro andando inoltre ad incrociare anche le orbite di Marte, Mercurio, Venere e della Terra.

Scoperto l’11 ottobre del 1983 da John Davies e Simon Green mentre esaminavano le immagini raccolte dal satellite IRAS durante una delle sue ultime missioni, Phaethon è classificato come asteroide Apollo e con i suoi 5,1 chilometri di diametro, rientra fra i cosiddetti asteroidi potenzialmente pericolosi, senza che ciò lo renda un’imminente minaccia per la Terra.

Con un orbita simile a quelle delle comete e una composizione a metà strada tra quest’ultime e gli asteroidi, secondo molti ricercatori Phaethon si sarebbe staccato dalla famiglia di asteroidi Pallas, raggruppamento di tipo B, comprendente Pallade, uno dei maggiori della fascia principale e questa separazione avrebbe dato origine allo sciame.

Altri studi però, utilizzando i satelliti osservando la traiettoria dell Geminidi, sono giunti alla conclusione che queste altro non sarebbero se non particelle espulse dall’asteroide nel momento in cui si è trovato particolarmente vicino al Sole, provocando nella superficie delle fratture simili ai poligono di disseccamento, ma l’enigma circa la reale entità di Phaethon, sembra ancora lontano dall’essere risolto.

Comunque sia, il 16 dicembre prossimo si avvicinerà alla Terra come mai ha fatto dal momento della sua scoperta, transiterà infatti a una distanza di 10,312 milioni di chilometri ed il suo passaggio, è preceduto dalle Geminidi, che lentamente andranno ad aumentare la loro attività toccando il picco massimo tra il 13 e il 14 dicembre, momento in cui potranno addirittura lasciare scie luminose nei cieli e sarà possibile avvistarne fino a 100 in un’ora.

Lo spettacolo offerto da questo sciame meteorico è ben maggiore di quello dalle agostane Perseidi, rimane però penalizzato e per questo poco conosciuto, dalle condizioni climatiche, ma quello di quest’anno è a tutti gli effetti un vero e proprio evento, non solo perché la fase crescente della Luna sarà appena iniziata, ma anche per via che quest’insolito asteroide, sfiorerà nuovamente la Terra solo il 14 dicembre del 2093, quando passerà a poco meno di 3 milioni di chilometri dal pianeta.

Data la quantità di meteore che attraverseranno la notte, non sarà difficile avvistarne, ma c’è un modo per esprimer quanti più desideri osservando questa pioggia stellare, ovvero cercare quello che in meteoritica è definito “radiante“, il punto cioè, da cui provengono quei frammenti che entrando nell’atmosfera terrestre, s’incendiano e regalano la magia delle stelle cadenti.

Com’è intuibile dal nome, il radiante delle Geminidi si trova nella costellazione dei Gemelli, vicino alla stella Castore, la cui luminosità è superata solo da Polluce.
 

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Radiante Geminidi, (immagine: astronomia.com)

 
 
 
 

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