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Desertificazione, una Catastrofe Globale

 
 
Da fenomeno naturale e ciclico, la siccità è andata trasformandosi in un vero e proprio processo di desertificazione, che progressivamente va a colpire un sempre più alto numero di aree del pianeta.

Una espansione urbanistica eccedente rispetto alla crescita della popolazione, la dissoluta fruizione delle riserve, le responsabilità dell’uomo sui cambiamenti climatici sono le cause principali di quella che è ormai considerata una vera catastrofe ambientale.

Sono anni ormai che gli scienziati osservano quanto la difesa del suolo sia decisiva per sciogliere problemi ambientali, economici e sociali.
Mette Wilkie direttore della Divisione dell’UNEP della politica ambientale e implementazione, già nel 2015 avvertiva che un’inversione di rotta non era più un opzione «Abbiamo bisogno di cambiare il modo in cui gestiamo e utilizziamo le nostre risorse naturali e muoversi verso modelli di produzione e di consumo sostenibili».

Nel suo incedere la desertificazione ha ridotto drasticamente il numero di terreni fertili, una situazione quindi assoluta emergenza se si pensa che il 90% degli alimenti, dipende esclusivamente dal un suolo, la cui degradazione intacca significativamente la capacità produttiva di pascoli e colture.
 
Desertificazione
 
In Europa, già fra il 1900 e il 1970 le zone colpite erano cresciute del 40%, oggi a rischio desertificazione è l’8% dell’intero territorio.
Un processo che nel mondo si traduce nell’ovvia necessità di intere popolazioni a lasciare le zone più critiche, conseguentemente creando la possibilità di attriti e nuovi conflitti per la sopravvivenza.
 

Italia, Cause e Pericoli

 
In Italia, un paese di per sé complesso e già indebolito dai mutamenti climatici che all’innalzamento della temperatura hanno contrapposto un calo delle precipitazioni alterando l’assetto territoriale, i geologi fanno notare come il 21% dell’intero paese sia a rischio. Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Umbria ed in particolare le regioni del sud, sarebbero esposte al pericolo, tanto che la media del territorio interessato, sale al 41%.

Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi, punta il dito sull’abusivismo, lo stato di degrado in cui versano gli acquedotti «Numerosi comuni italiani hanno perdite superiori al 60 per cento» denunciando che «La risorsa idrica deve essere innanzitutto risparmiata, tutelata e sfruttata con ulteriori e mirate opere di captazione».

Protezione effettuata anche attraverso una “Polizia idrica” continua il geologo, concludendo quanto sia essenziale «ripartire dall’educazione di adulti e bambini, di cittadini comuni e amministratori, di un utilizzo attento della risorsa idrica e del rispetto del territorio».

Informazione e sensibilizzazione, alla base anche delle strategie adottate dai 191 Paesi, firmatari della Convenzione delle Nazioni Unite Contro la Desertificazione.
Un programma che prevede l’invio di pubblicazioni rivolte a istituti scolastici di tutto il mondo, oltre che borse di studio messe a disposizione per incentivare la conoscenza tecnico-scientifica, oltre che aumentare di conseguenza la consapevolezza su una problematica che richiede ormai urgenti azioni di contrasto.
 
 
 
 

Terzo Pianeta, Zoo 40