
Estinzione: Quali sono le specie animali a rischio?
Qualcuno potrebbe pensare che proteggere gli animali in via di estinzione sia un’azione fine a se stessa. Invece non si tratta affatto di questo. Non dobbiamo infatti dimenticare che anche il nostro benessere deriva dall’equilibrio generale del nostro pianeta. Mantenere intatti questi delicati equilibri globali va anche a vantaggio della specie umana. La ricchezza delle specie animali che popolano la Terra è davvero immensa. Ciascuno di noi avrebbe il dovere di intervenire per proteggere tutte quelle specie che di qui a pochi anni potremmo anche perdere definitivamente.
Soprattutto le istituzioni potrebbero fare di più, ma spesso questi interventi vengono meno. Quindi si rischia che fenomeni come l’inquinamento, i cambiamenti climatici e il bracconaggio mettano in pericolo intere specie. Non si tratta di una perdita importante soltanto dal punto di vista della biologia. Le specie a rischio estinzione, se non vengono adeguatamente protette, potrebbero influire pure sugli equilibri economici e culturali di tutto il mondo.
I Governi, anche quelli locali, dovrebbero essere più attenti a promuovere interventi volti alla conservazione. Infatti gli esperti di tutto il mondo sono convinti che soltanto attraverso azioni di carattere locale si possa contribuire in maniera concreta ad arginare un fenomeno dalle dimensioni globali.
Alcune delle specie maggiormente a rischio estinzione
Orso bruno

Spesso l’orso bruno rischia notevolmente la propria incolumità, quando si sposta alla ricerca di cibo. Gli interventi dovrebbero permettere una facilitazione nell’accesso al cibo, in modo che i pochi esemplari ancora viventi possano ridurre gli spostamenti e incorrere in minori pericoli.
Lupo

Ultimamente sia le Regioni che lo Stato si sono occupati di mettere a punto un piano che ha come obiettivo principale quello della conservazione del lupo nel nostro Paese. Eppure continuano a rimanere problemi soprattutto nel garantire un giusto equilibrio tra le esigenze degli allevatori e la presenza nell’habitat che gli è proprio di questo predatore. In Italia la popolazione dei lupi può annoverare circa 1.600 esemplari, soprattutto nella zona appenninica, ma ancora la specie non può considerarsi fuori pericolo.
Elefante

Si calcola che ogni anno vengano uccisi circa 20.000 elefanti africani a causa dei bracconieri. Il problema in questo caso è rappresentato soprattutto dal mercato dell’avorio, un commercio che raggiunge dimensioni internazionali. Nel 1989 molti si sono adoperati perché si ponesse fine a questa operazione. Ma i tentativi non andarono a buon fine e già pochi anni dopo si parlò dell’istituzione di un mercato addirittura legale dell’avorio.
Spesso con la vendita dell’avorio vengono finanziate le guerre locali. Il denaro ricavato dalla vendita delle zanne di avorio degli elefanti viene impiegato per comprare armi destinate alle bande armate locali. Naturalmente non dimentichiamo la minaccia della deforestazione, che distrugge molti degli habitat naturali da sempre appartenenti a questa specie, anch’essa in forte pericolo.
Orso polare

Tigre

Anche in questo caso si tratta di proteggere l’habitat naturale in cui vivono questi animali e di portare avanti un’azione di lotta contro la deforestazione, spesso determinata dall’espansione selvaggia dell’agricoltura. Salvare la tigre sarebbe fondamentale anche per proteggere altre specie animali e vegetali.
Gorilla

La minaccia più dura è costituita dal bracconaggio, che determina la morte ogni anno del 10% della popolazione. In particolare in Africa esiste il cosiddetto commercio di carne di animali selvatici, che mette veramente a rischio estinzione l’intera specie. La carne dei gorilla costituisce un cibo ricercato, che viene venduto clandestinamente a prezzi elevatissimi. Un altro pericolo è rappresentato dalla deforestazione, che determina la perdita degli habitat naturali ideali per questa specie animale.
Panda gigante

Oggi soprattutto il WWF si impegna nella protezione di questi animali, con l’obiettivo di costruire in Cina delle aree protette, delle apposite riserve, all’interno delle quali il panda può spostarsi, nutrirsi e riprodursi senza alcun rischio. L’obiettivo del WWF è anche quello di portare avanti un’azione di sensibilizzazione nei confronti del Governo cinese, in modo che possa intervenire attivamente nel combattere il disboscamento e il bracconaggio.
Basti pensare, per farsi un’idea precisa del grave pericolo che corre il panda gigante, che un tempo il panda viveva in tutto il sud e l’est della Cina e nei territori circostanti, oltre che nel Vietnam settentrionale. Oggi la sua diffusione rimane limitata nelle foreste di bambù che si trovano sulle montagne della Cina sud occidentale. Una minaccia che occorre quanto prima eliminare.
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